Palermitani a C’è Posta per te, lacrime e commozione per Matteo

C'è Posta per te si apre con la storia di una famiglia siciliana

Palermitani a C’è Posta per te, su Canale 5. Sul divano di Maria De Filippi c’è Matteo, di Palermo, che vuole ringraziare mamma e papà Salvatore e Carmela. I due genitori hanno aiutato il figlio a superare una malattia. “Grazie al vostro amore mi avete aiutato a superare tutto quello che ho dovuto passare… Siete i miei supereroi”.

Così la stagione di “C’è posta per te”, il celebre people show della De Filippi, si apre con la storia di una famiglia siciliana, precisamente di Palermo.

Una storia come quella di tante famiglie in cui si combatte tutti uniti per i figli. A Salvatore e Carmela il grazie del figlio Matteo dopo che gli sono stati vicini durante la sua adolescenza, quando a soli 15 anni ha contratto il linfoma di Hodgkin. Un raro tumore che colpisce il sistema linfatico.

“Mamma, papà, – ha detto Matteo quando si è aperta la busta – in molti mi hanno definito un supereroe, ma non è così. Siete voi i miei supereroi che mi hanno aiutato a superare tutto. Siete i miei punti di riferimento“.

Ora Matteo non è più in pericolo. Dopo tante cure e diverse sedute di chemioterapia sta meglio. Ai due genitori, la conduttrice ha letto una commovente lettera del ragazzo, in cui racconta l’evoluzione della sua malattia. Nelle commoventi righe si racconta dalla scoperta della malattia per finire alla guarigione passando per i momenti difficili. “Senza di voi non ce l’avrei mai fatta”, ha detto Matteo alla madre e al padre.

Nel salotto di “C’è posta per te” era ospite Paolo Bonolis. Il noto conduttore televisivo, dopo aver intrattenuto simpaticamente la famiglia palermitana, ha donato ai due genitori una settimana di vacanza in un Resort a loro scelta. Un regalo anche per Matteo: Paolo Bonolis ha portato per lui una tastiera elettronica. “Affrontare le cose con il sorriso disinnesca la forza di quello che si sta combattendo”, ha detto Bonolis alla famiglia.

“Non ci sono parole per dimostrarvi quanto vi voglio bene – ha concluso Matteo – adesso però mi dovete promettere che non mi vizierete più, perché altrimenti ci faccio l’abitudine”.


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