Lockdown generale o Zona Rossa in Sicilia, “Chiudiamo tutto”

L'emergenza sembra essere ormai fuori controllo in Sicilia e per i membri del comitato il lockdown sembra essere l'unica soluzione da adottare

Un lockdown generale in Sicilia per almeno due settimane o la Sicilia in zona rossa o arancione. Lo chiede il Comitato tecnico scientifico siciliano oltre a didattica a distanza e tamponi per accedere nei pronto soccorso. Il team di esperti nominati dalla Regione si è riunito ieri. Dalla riunione è venuto fuori il parere consegnato all’assessore alla Salute, Ruggero Razza.

Una zona rossa siciliana

L’emergenza sembra essere ormai fuori controllo in Sicilia e per i membri del comitato il lockdown sembra essere l’unica soluzione da adottare. La variante omicron ha, infatti, sconvolto tutti i piani, ha fatto saltare il sistema dei tracciamenti e sta rendendo difficoltosa la gestione nei reparti Covid dell’isola. Sono i cittadini non vaccinati, ancora troppi, a finire nei reparti di degenza ordinaria e di terapia intensiva.

L’opinione degli esperti del Cts

Intanto il Cts regionale boccia la circolare della Regione che prevede che il tracciamento venga eseguito solo con tampone antigenico rapido, senza necessità di conferma del molecolare, anche per i ricoveri in ospedale. I tecnici chiedono poi di potenziare la rete dei laboratori di microbiologia e di allargare quella dei laboratori d’analisi autorizzati alla ricerca delle varianti: finora in Sicilia sono solo cinque i centri di sequenziamento del genoma virale.

“Chiudiamo tutto”

Di lockdown generale in Sicilia ne ha parlato anche  Vincenzo Provenzano, direttore dell’Uoc Medicina e diabetologia dell’ospedale “Civico” di Partinico.  “A chi ci governa faccio un appello: serve un lockdown di 15-20 giorni. Chiudiamo tutto per bloccare questa marea montante omicida. In caso contrario non usciremo da questa situazione e si rischia tra un paio di settimane, quando arriverà il picco dei contagi dopo le festività natalizie, di trovarci davanti a una catastrofe”.  “Qui abbiamo dovuto aprire un altro piano, non ci sono più posti. Stiamo riempiendo tutto, arrivano da ogni parte”, dice Provenzano all’Adnkronos, senza nascondere la propria preoccupazione.

Notte di passione al Cervello

E al Cervello quella appena trascorsa è stata un’altra notte di ambulanze in coda e pazienti in attesa.  La tensostruttura installata davanti l’ospedale da sola, con una decina di posti letto, non basta a far fronte ai ricoverati. Solo la scorsa notte circa 30 accessi, diversi dirottati all’ospedale di Partinico.

I sindacati: Il sistema sanitario è al collasso

“I numeri parlano chiaro. La situazione pandemica in Sicilia, così come in tante altre regioni italiane, è ormai fuori controllo e non siamo nemmeno vicini al picco che si aspetta per metà mese. Il sistema sanitario è al collasso, numerosi comuni sono in rosso o in arancione e il numero dei lavoratori positivi o posti in quarantena è elevatissimo in tutti i settori, compresi quelli nevralgici o collegati alla scuola”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca, Gianluca Colombino e Nicola Scaglione della Cisal.

A rischio pericolosi focolai

“Ci appelliamo al Governo Musumeci e ai sindaci di tutta l’Isola. È necessario ripristinare, almeno per gennaio e dove possibile, lo smart working nel pubblico e nel privato e prevedere su esplicita richiesta e in modo volontario la dad nel mondo della scuola, anche tenendo conto delle esigenze dei genitori che lavorano e non hanno più i congedi previsti nella prima ondata. Il rischio è che da lunedì la scuola e in generale tutti i servizi partano azzoppati o si trasformino in pericolosi focolai, siamo pronti a chiamare a risponderne nelle sedi opportune chi si mostrerà sordo a questo appello ”.


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