Spacciatori milionari erano percettori del Reddito di cittadinanza, il blitz a Palermo

L’operazione antidroga allo Sperone prende il nome di "Nemesi"

Un “fatturato” annuo di 1,5 milioni l’anno e anche percettori del reddito di cittadinanza. Ben 34 delle 57 persone sottoposte all’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari prendeva il sussidio statale.

Il blitz Nemesi a Palermo dei Carabinieri

Stamattina è scattato il blitz dei Carabinieri nel quartiere Sperone. La Direzione Distrettuale Antimafia ha scoperto tra le vie una vera e propria organizzazione criminale in stile Gomorra. Tre le bande organizzate che gestivano la grossa piazza di spaccio. Quella di oggi è una delle più grandi operazioni antidroga del Sud Italia degli ultimi anni.

34 su 57 prendevano il reddito

Tra i 57 arrestati nell’operazione Nemesi dei carabinieri di Palermo, 34 percepivano il reddito di cittadinanza. E’ quanto emerso dai primi accertamenti dopo l’operazione scattata nella notte nel quartiere Sperone. I carabinieri hanno scoperto che la droga veniva persino nascosta nelle camerette dei bambini, con interni nuclei familiari coinvolti nella filiera dello spaccio nel quartiere sperone di Palermo. Baby pusher correvano in giro per le strade del quartiere in bici per consegnare le dosi di droga.

La risposta dello Stato

L’operazione antidroga allo Sperone prende il nome di “Nemesi” e rappresenta “l’ennesima e forte risposta dello Stato al fenomeno dello spaccio di droga in alcune zone della città”, lo dice Orlando. “È importante, oltre alla fondamentale azione repressiva, continuare a lavorare sull’aspetto culturale. Colpisce, infatti, il coinvolgimento di interi nuclei familiari pronti a utilizzare minorenni per le loro attività illecite. Sottrarre porzioni di territorio alla criminalità è il primo passo per offrire speranza e riscatto alle tante persone che vivono nei quartieri più difficili della città. Lo Stato c’è e lo ha dimostrato ancora una volta“.

In azione i militari della compagnia dei carabinieri San Lorenzo. Sono 37 le persone finite in carcere. In 20 ai vanno ai domiciliari. Un’altra persona va al’obbligo di firma. I provvedimenti sono stati emessi dall’ufficio gip al termine dell’indagine diretta dalla Direzione distrettuale antimafia, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca. I reati contestati sono associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio di sostanze stupefacenti.


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