La doppia dose e la morte a Palermo, il caso nel Corleonese e gli atti in Procura

A. G., operaio forestale di 50 anni, originario di Campofiorito, piccolo centro in provincia di Palermo, è morto in un ospedale di Palermo

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La prima dose e il malessere, la seconda dose e il decesso in ospedale dopo 41 giorni di ricovero. Saranno i pm della Procura di Palermo a decidere se fare piena luce sul caso della morte di un uomo originario di Campofiorito, in provincia di Palermo e su quello che al momento è solo un presunto caso di mala sanità. L’uomo, come denuncia il legale della moglie, avrebbe fatto il giro di due ospedali prima di morire il 9 agosto. Resta da capire se la prima e la seconda dose del vaccino Moderna possa essere correlato al decesso.

La moglie chiede la verità

La moglie intanto chiede giustizia e ha dato mandato al legale Antonella Musso di fare luce sulle cause della morte del marito e sull’odissea che l’avrebbe condotto fino alla morte. Il sospetto è che l’uomo possa essere rimasto vittima di una Encefalite post-vaccino ma saranno i magistrati a decidere se valutare l’apertura di un’inchiesta.

La sospetta correlazione

A. G., operaio forestale di 50 anni, originario di Campofiorito, piccolo centro in provincia di Palermo, è morto in un ospedale di Palermo il 9 agosto scorso dopo parecchi giorni di ricovero. Un decesso che potrebbe essere legato alle due dosi di siero Moderna visto che l’uomo, già dopo la prima dose, avrebbe iniziato a sentirsi male. Dopo la seconda somministrazione, infatti, la situazione sarebbe precipitata fino alla morte. La moglie ha dato incarico al legale Antonella Musso del Foro di Termini Imerese per accertare eventuali responsabilità. Le indagini difensive sono già state svolte dallo studio legale dell’avvocato con la collaborazione del dottor Vincenzo Becchina. “Si tratta di un caso sospetto di morte da somministrazione del vaccino”, dice l’avvocato, sottolineando come l’uomo fosse sano e non soffrisse di alcuna patologia.

La prima dose e il malessere, la seconda dose e l’odissea

In seguito alla prima somministrazione della prima dose Moderna avvenuta il 16 maggio, l’uomo avrebbe già iniziato a manifestare alcuni sintomi: stanchezza, cedimento fisico e malessere generale. Per tale ragione si sarebbe recato dal medico di famiglia e per ben tre volte era anche stato al pronto soccorso. Qui i medici lo avrebbero rispedito a casa “senza procedere con gli opportuni accertamenti”, afferma il legale”. Poi è stato il momento della seconda dose del 26 giugno. Da quel momento sarebbe iniziato il calvario del 50enne che avrebbe iniziato ad accusare sintomi preoccupanti perdendo anche la vista e avvertendo un malessere complessivo. C’è da dire anche che l’uomo intanto aveva era stato anche vittima di un incidente avvenuto in campagna.

Il ricovero e la morte a Palermo

Visto il perdurare e il peggioramento dei sintomi, la moglie così lo avrebbe accompagnato in un laboratorio di analisi per verificare lo stato di salute del congiunto. Dalle analisi effettuate tutti i valori sarebbero risultati regolari. A distanza di due giorni dalla somministrazione del vaccino, la donna avrebbe accompagnato il marito a eseguire un’altra visita privata presso un oculista. Il professionista avrebbe diagnosticato un problema neurologico in atto e, in considerazione della gravità della situazione, avrebbe richiesto che il soggetto venisse trasferito d’urgenza presso un ospedale di Palermo. La degenza in ospedale durerà parecchi giorni e si concluderà solo con il decesso dell’uomo.

Il legale chiede alla magistratura di fare luce sul caso di sospetta correlazione tra la somministrazione della seconda dose e di valutare le presunte responsabilità dei medici che hanno seguito il caso. Il legale ha chiesto, tra l’altro, anche di autorizzare l’autopsia sul corpo dell’uomo.

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