Fiumi di droga tra Palermo e Carini, 9 arresti, 2 pusher col Reddito di cittadinanza

È emerso che gli spacciatori avrebbero venduto fino a 100 “dosi” al giorno

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La Guardia di Finanza di Palermo ha arrestato 9 persone indagati a vario titolo per spaccio di sostanze stupefacenti. I fermi su delega Direzione Distrettuale Antimafia.

In 6 vanno in carcere: LAUSGI Khemais (cl. 88); LO FRANCO Salvatore (cl. 79); LO FRANCO Antonio (cl. 98); ALAMIA Francesco (cl. 93); SCIORTINO Maurizio (cl. 70); DI STEFANO Maurizio (cl. 77). Tre destinatari ai domiciliari: GIUFFRE’ Antonino (cl. 94); GELFO Francesco (cl. 90); VELARDI Antonino (cl. 89),

L’operazione “Africo”, tra l’inizio del 2018 e la metà del 2019, ha permesso di far luce su un proficuo commercio di diverse tipologie di sostanza) droga trs Carini e lo “Zen 2” di Palermo.
Le Fiamme Gialle con l’ausilio di video riprese, intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno ricostruito l’operatività criminale degli indagati, che si sarebbero riforniti di cocaina, hashish e marijuana allo Zen 2. La rivendita a Carini.

Nel corso delle indagini sono stati eseguiti numerosi sequestri di circa 30 kg di droga. Arrestate in flagranza di reato di 8 persone, fra cui un ex addetto alla raccolta di rifiuti all’epoca in servizio alla municipalizzata palermitana RAP.

È emerso che gli spacciatori avrebbero venduto fino a 100 “dosi” al giorno, sviluppando un “fatturato” annuo stimabile in almeno 1,5 milioni di euro. Due degli arrestati, peraltro, hanno proprio nelle scorse settimane ottenuto il reddito di cittadinanza per un ammontare di 800 euro mensili. L’assegno sarà sospeso.

I finanzieri hanno poi proceduto a valorizzare in chiave patrimoniale gli elementi acquisiti nel corso delle indagini, attraverso l’esame, il confronto e l’incrocio di informazioni estratte dalle diverse banche dati in uso al Corpo, dalle quali emergeva l’assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità e la capacità reddituale dichiarata, richiedendo l’applicazione di misure cautelari patrimoniali.

Il Gio ha quindi disposto il sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati per un valore complessivo pari a circa 200.000 euro.

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