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La Sicilia Zona Bianca da metà giugno, obiettivo possibile

La curva migliora e le previsioni indicano due scenari possibili, sarà il monitoraggio di fine maggio fondamentale per capire quando la Sicila passerà in fascia bianca

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La Sicilia vuole colorarsi di bianco visto che la curva è in continuo miglioramento. Unico neo è rappresentato dalle somministrazioni che sull’isola sono ancora poche ma c’è ottimismo. La Sicilia guarda alla zona bianca che potrebbe arrivare tra due settimane o al massimo a metà giugno.

I dati che migliorano

I dati dell’epidemia sono in miglioramento. Già dal 6 giugno molte Regioni potranno entrare nella fascia bianca che prevede pochissime restrizioni e lo stop al coprifuoco. Le uniche regole che sono obbligo di mascherina e distanziamento.

Il requisito per passare in zona bianca

Per passare in zona bianca è necessario che la Sicilia arrivi a soddisfare il requisitio dei 50 casi ogni 100 mila abitanti per tre settimane consecutive.
L’Isola è tornata in giallo da lunedì ma ovviamente si punta a fare ancora meglio. Nel giro di pochi giorni l’incidenza siciliana è scesa sotto quota 100. Al momento è a 71.

La Sicilia è gli scenari possibili

A partire dal monitoraggio del 4 giugno si potrebbe iniziare a ipotizzare l’ingresso in zona bianca che avverrebbe dal 21 giugno. Se però i numeri di essere migliorare già dal monitoraggio di fine maggio, la zona bianca potrebbe arrivare già dal 14 giugno.

Tutta Italia bianca entro fine giugno

Un documento tra le mani dei tecnici del ministero della Salute e rivelato da ‘Il Messaggero’ farebbe intravedere l’orizzonte della zona bianca nel nostro Paese entro la fine di giugno. Lo studio parte dal presupposto che la percentuale di immunizzati in Italia sia vicina al 40%. Alla luce di questo dato, fonti della Sanità, citate dal quotidiano romano, ammettono: “Si tratta di uno scenario plausibile”.

Le previsioni

Il calcolo di questa percentuale sarebbe il risultato della somma di alcuni fattori. Innanzitutto parte dalla premessa che già almeno il 32% della popolazione italiana ha ricevuto la prima dose del vaccino anti-Covid. Secondo le evidenze scientifiche rilevate nel Regno Unito, questo basterebbe per fornire una protezione dal coronavirus, o perlomeno dalle forme più gravi del Covid-19, a partire dai 15 giorni successivi alla prima iniezione.

Verso il 40% dei cittadini immunizzati

A questo dato si aggiungono i circa 3,7 milioni di persone che ufficialmente hanno contratto e debellato il Sars-CoV-2 più tutti coloro che sono stati contagiati senza saperlo perché non hanno mai manifestato dei sintomi e non si sono mai ritrovati a fare un tampone.
Da qui si arriva a quella percentuale di 40% di immunizzati che proietterebbero buona parte della Penisola in una condizione di misure di prevenzione di base grazie soprattutto a un incidenza stabile entro la fine di giugno di 50 casi ogni 100mila abitanti.

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