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Pescatori mazaresi sotto attacco, Musumeci, “Assurdo rischiare la vita per guadagnarsi il pane”

Lo ribadisce il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in merito all’ennesimo attacco, avvenuto ieri nelle acquee libiche, a tre motopescherecci della marineria dell’Isola

«È assurdo che i pescatori siciliani debbano correre il rischio, persino, di perdere la vita andando nel Mare Mediterraneo per portare un pezzo di pane a casa. È assurdo che il governo italiano non abbia ancora avvertito la necessità di chiudere questa partita con il governo libico, una partita aperta da oltre cinquant’anni. È assurdo che si debba continuare a penalizzare un’economia, nel Sud Italia, sul banco d’interessi molto più grandi, spesso inconfessabili». Lo ribadisce il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in merito all’ennesimo attacco, avvenuto ieri nelle acquee libiche, a tre motopescherecci della marineria dell’Isola.

Il motopeschereccio italiano Aliseo rientra a Mazara

L’incidente che ha coinvolto il motopeschereccio italiano Aliseo conferma la “pericolosità della zona prospiciente le coste della Libia dove non si può pescare”: così nella serata d’ieri fonti della Farnesina, dopo l’episodio in cui una motovedetta militare libica ha aperto il fuoco contro un peschereccio italiano. “La zona – si aggiunge in un comunicato – è stata del resto definita ‘ad alto rischio’ per tutte le imbarcazioni già nel maggio 2019 dal Comitato interministeriale per la sicurezza dei trasporti”. Le fonti della Farnesina hanno confermato che “il comandante ha riportato solo lievi ferite che non destano preoccupazione”.

Giuseppe Giacalone non è grave

Una ferita di circa due millimetri sulla zona frontale, causata probabilmente da schegge di vetro generate da alcuni proiettili che hanno colpito la plancia del motopesca. A rassicurare sulle condizioni di Giuseppe Giacalone, comandante del peschereccio ‘Aliseo’, è una nota della Marina militare che informa sugli esiti della visita medica avvenuta a bordo della fregata ‘Libeccio’ nella serata d’ieri, dopo i colpi sparati da una motovedetta militare libica contro il natante appartenente alla marineria di Mazara del Vallo. “Il comandante risulta in buono stato generale di salute”, conclude la nota.

Violenza non più tollerabile

«Basta! Non ne possiamo più di queste azioni di violenza delle motovedette libiche contro i nostri motopescherecci. Non è tollerabile che i pescatori siciliani debbano andare a lavorare nelle acque internazionali con l’incubo di finire arrestati, sequestrati o persino mitragliati, senza colpa alcuna. Il governo italiano apra finalmente un confronto serio e risolutivo con Tripoli. Non vorrei pensare che per Roma la legittima tutela di interessi economici con la Libia debba fare dei pescatori siciliani una sorta di carne da macello”. Aveva detto il Governatore dopo l’attacco d’ieri al largo di Bengasi, di un motopeschereccio di Mazara del Vallo da parte di motovedette libiche, col ferimento del vicecomandante del natante siciliano.

I sindacati: “I pescatori siciliani vanno tutelati”

“Non si può lavorare col rischio di essere sequestrati o di essere attaccati da motovedette libiche. I pescatori siciliani vanno tutelati”. È lapidario il commento del segretario generale della Fai Cisl Sicilia, Pierluigi Manca, che commenta gli atti di violenza avvenuti ieri ai danni di un peschereccio di  Mazara del Vallo da parte di motovedette libiche, col ferimento del vicecomandante del natante siciliano.“Va affrontato con fermezza – aggiunge Manca – il tema della sicurezza di tutti i lavoratori siciliani del comparto pesca che troppo spesso si ritrovano al centro di vicende geopolitiche complesse. Già il settore ittico regionale soffre per la crisi strutturale resa più dura dall’emergenza pandemica, non è ammissibile che a questo si aggiungano fatti di tale gravità che addirittura mettono a repentaglio la vita di queste persone”. La Fai Cisl chiede che  “si avvii una governance europea sul tema della pesca nel Mediterraneo, perché occorre stabilire una linea precisa che sia di unico indirizzo rispetto all’interlocuzione col governo libico”. E sollecita l’esecutivo Musumeci a utilizzare “tutte le risorse disponibili per sostenere questo comparto produttivo in evidente difficoltà, nonostante la sua centralità nell’economia siciliana”.

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