
I numeri sull’incidenza Covid in Sicilia sarebbero falsi. Scoppia un vero e proprio terremoto nella sanità siciliana con arresti e indagati eccellenti. Uno scandalo che avrà con molta probabilità anche ripercussioni politiche è quello scoperto dalla Procura di Trapani. Una indagine coordinata dal procuratore Maurizio Agnello e che è scaturita da un’inchiesta dei Carabinieri trapanesi che riguardava le autorizzazioni concesse ad alcuni laboratori d’analisi di Alcamo.
Le intercettazioni dei Carabinieri hanno svelato come i dati sulla diffusione del Covid 19 e sui decessi avvenuti negli ospedali già dal novembre 2020 e sino allo scorso 19 marzo sarebbero stati falsati. Falsato tutto, dai ricoveri in terapia intensiva ai decessi ma anche i numeri sui tamponi e sui loro esiti. I dai falsati per non far emergere che invece la situazione epidemiologica sarebbe stata pesante. O anche per coprire le gravi lacune nel sistema sanitario dell’isola.
Una dirigente dell’assessorato, Maria Letizia Di Liberti, 59 anni, a capo del Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, proprio la dirigente che per prima ha disobbedito alla sua stessa direttiva con la quale fu sottolineato che eventuali inadempienze e omissioni nella comunicazione dei dati avrebbe costituito grave dolo, e due suoi stretti collaboratori, Emilio Madonia, 38 anni, dipendente della Società “Pricewaterhousecoopers Public Sector srl” e il funzionario regionale Salvatore Cusimano, 35 anni, nipote della Di Liberti, sono stati posti agli arresti domiciliari. Ma tra gli indagati, raggiunti da informazione di garanzia, c’è l’attuale assessore regionale alla salute, Ruggero Razza. Contro di loro i pubblici ministeri hanno indicato per 36 capi d’imputazione. L’Assessore, a cui stamane è stato sequestrato il telefonino, verrà interrogato nel pomeriggio a Trapani.
Le conclusioni della Procura di Trapani sono nette: i dati della Sicilia sulla diffusione del Covid sono falsi. Il periodo è quello compreso tra il novembre 2020 fino ad oggi, ma ci sono forti sospetti che andando a ritroso e cioè sin dall’esplosione della pandemia, i numeri sull’incidenza pandemica giunti a Roma non siano stati veritieri.
L’accusa è di falso materiale e ideologico per sei indagati, assessore regionale alla Sanità compreso, e da stamattina l’inchiesta scuote i palazzi dei Governi di Roma e Palermo, dopo che i Carabinieri del comando provinciale di Trapani e quelli del Nas hanno eseguito arresti e perquisizioni su disposizione del gip del Tribunale di Trapani, Caterina Brignone e dei pm Sara Morri e Francesca Urbani.
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