L’ex sindaco di San Cipirello incandidabile ma si difende: “Non ho favorito la mafia”

L'ex amministratore del comune sciolto dal Consiglio dei Ministri ha fatto sapere di stare valutando il ricorso in Cassazione

L’ex sindaco di San Cipirello non potrà candidarsi alle prossime elezioni amministrative. La Prima Sezione della Corte di Appello di Palermo, infatti, ha confermato l’incandidabilità dell’ex primo cittadino dopo lo scioglimento del Comune jatino per presunte infiltrazioni mafiose all’interno della macchina comunale. Geluso ha fatto sapere di stare valutando il ricorso alla Suprema Corte.

“Praticamene nonostante io non ho parenti mafiosi, non ho favorito la mafia, mi è stata confermata la mia incandidabilità – commenta Geluso in un breve post su Facebook – Per ora mi fermo qui. Vi aggiornerò presto. Grazie sempre per la fiducia che mi avete sempre dimostrato”. Così, dopo la sentenza di primo grado, anche in Appello viene confermata la non possibilità di Geluso a candidarsi alle elezioni a causa dello scioglimento del Comune.

Il Consiglio comunale di San Cipirello è stata sciolto il 20 giugno 2019 con un decreto firmato da Presidente della Repubblica. A delibera era stato il giorno prima il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno. La decisione venne prese alla luce di una relazione della commissione d’indagine prefettizia che si era insediata al Comune il 20 novembre del 2018. L’accesso ispettivo fu deciso dall’allora prefetto Antonella De Miro e portò alla luce ingerenze da parte della criminalità organizzata sull’azione amministrativa locale.

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