Vaccino, la febbre e la tragedia, aperta inchiesta dopo la morte di Stefano Paternò

L'uomo si era sottoposto alla somministrazione del siero anti Covid nel corso della mattinata, ecco cosa dice la Procura di Siracusa che indaga

È una tragedia che colpisce anche la provincia di Palermo quella della morte del Secondo Capo scelto della Marina militare Stefano Paternò. Tanti i dubbi ancora da sciogliere sulla morte del militare di 42 anni. Una tragedia dai contorni ancora poco chiari. Fatto sta che Misterbianco e Isola delle Femmine sono a lutto per l’improvvisa scomparsa di Stefano, padre di due figli. 

Stefano Paternò era nativo di Corleone

La notizia circola sui social già da ieri mattina, in serata è stata riportata dalla stampa. Stefano Paternò,  nativo di Corleone si è spento nel corso della notte dell8 marzo nella sua casa di Misterbianco (CT) probabilmente a causa di un arresto cardiaco. L’uomo si era sottoposto alla somministrazione del siero anti Covid nel corso della mattinata. Poi sarebbe sopraggiunta la febbre alta seguita da alcune convulsioni. Poi la tragedia. 

Una vicenda su cui deve ancora essere stabilito perché il militare, che prestava servizio presso l’Arsenale Militare di Augusta, sia morto. Una tragedia che ha scosso la famiglia ma, al momento, non ci sono elementi per legare il decesso, come svela il Procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino.

Aperta una indagine dalla Procura di Siracusa

Sulla vicenda la procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta per accertare le cause del decesso.  “Non abbiamo elementi – dice il capo della Procura di Siracusa – per legare il decesso del militare alla somministrazione del vaccino. Non possiamo dire che esiste correlazione. Ci sono degli accertamenti in corso e sarà l’autopsia a stabilire quali sono state le cause della morte”.  Il corpo del militare si trova in sala mortuaria a disposizione degli inquirenti.

Era sano e non soffriva di patologie

Stefano Paternò, come si legge sui tanti messaggi lasciati sui social dai parenti e dagli amici “era un uomo sano  e senza patologie pregresse”. La morte di Paternò ha destato profonda commozione a Misterbianco e presso i suoi colleghi di Marina che lo ricordano sui social con affetto e lo descrivono come un uomo “dalla vita dedicata al dovere, di gran cuore, che amava il suo lavoro. Un uomo dalla profonda educazione, sempre disponibile con gli altri”. “Sei stato un Uomo formidabile – dice Vincanzo -, sempre vitale, allegro, disponibile per qualsiasi lavoro e non ti tiravi mai indietro su niente. Il primo a partire e l’ultimo a lasciare. È stato un privilegio per me essere stato il Capo su Nave Libra e un onore essere un tuo amico”.

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