Scandalo a Corleone tra morti e contagi, ora scatta mozione di sfiducia

L'atto di accusa del consigliere Pascucci: "Accesso improprio alle vaccinazioni anti Covid"

Arriva la mozione di sfiducia contro il sindaco di Corleone dopo lo scandalo scoppiato ieri sulle somministrazioni del vaccino, ammesse dal sindaco, avvenute già nel mese di gennaio. Il caso è scoppiato ieri dopo la notizia dell’apertura di una inchiesta da parte dei Pm della Procura di Termini Imerese.

Mozione di sfiducia per il sindaco di Corleone

Maurizio Pascucci consigliere comunale di Attiva Sicilia, ha formulato la mozione di sfiducia al sindaco per “accesso improprio alle vaccinazioni anti Covid”. “Nella qualità di Consigliere Comunale di Opposizione ho deciso di presentare una Mozione di sfiducia al Sindaco – spiega – in base all’art 61 dello Statuto Comunale in seguito alla sua decisioni di effettuare il vaccino anticovid Pfitzer, pur non rientrando tra le categorie previste e nell’età indicata. Decisione effettuata in suo favore, di alcuni assessori della Giunta Comunale e del suo staff.
Per discuterla in Consiglio Comunale necessitano 6 firme di Consiglieri Comunali”.

Lo scandalo dei furbetti del vaccino

Il caso dello scandalo di Corleone è scoppiato ieri quando la stampa ha diffuso la notizia che il sindaco Nicolò Nicolosi ha fatto il vaccino pur non avendone diritto. Il sindaco ha confermato che ha ricevuto la prima dose di vaccino l’8 gennaio e la dose di richiamo il 31 gennaio. Nicolosi ha rivendicato la “correttezza” a suo dire della scelta compiuta, sottolineando che “non è mai mancato un giorno nello svolgimento delle sue incombenze di sindaco nella direzione delle attività amministrative. Ribadisce scelta compiuta consapevolmente per evitare che l’eventuale contatto con il virus lo potesse costringere ad abbandonare il posto in trincea, che tutti i sindaci e gli amministratori locali hanno il dovere di presidiare sempre e in particolare nei periodi di grave emergenza quale quella attuale”.

Indagine della Procura

Sulla vicenda indaga la Procura di Termini Imerese su segnalazione dei Nas. “Noi non abbiamo commesso alcun abuso. Sono molto sereno” dice Nicolosi che, anzi, coglie l’occasione per ribadire come gli amministratori, a suo avviso, dovrebbero avere priorità al pari di operatori sanitari e forze dell’ordine.

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