Da Palermo a Corleone, anziani che dovranno viaggiare per il vaccino

Intanto dal 20 febbraio partiranno le somministrazioni per 123mila ultraottantenni che si sono prenotati

Da Monreale a Corleone, o a Trapani. Da Palermo a Petralia o Cefalù. Sono i viaggi che dovranno compiere tanti over 80 della provincia di Palermo per la somministrazione della prima dose del vaccino anti-Covid. Di certo non una passeggiata se si pensa che molti di questi cittadini non sono autosufficienti, non guidano un’auto e dovranno compiere un assurdo viaggio a causa di un sistema di prenotazione che, almeno da quanto denunciato dagli stessi anziani, non ha funzionato a dovere.

Proteste sui social, centinaia di chilometri per il vaccino

“Mia suocera 92 anni, è stata spedita a Petralia. Preciso non guida. Non è autonoma né autosufficiente”. Lo dice a DirettaSicilia Biagio dopo che ha chiamato il call center per prenotare il vaccino alla parente la quale dovrà fare un viaggio in auto da Monreale a Petralia. Ben 113 km. Un’altra donna ci fa sapere di essere stata prenotata per marzo a Corleone. Dovrà spostarsi da Palermo. “Mio suocero abita a monreale gli davano prenotazioni Favignana e Lampedusa”. Così il parente ha dovuto rinunciare alla prenotazione. Questi solo alcuni degli esempi che dimostrano che la macchina organizzativa dovrebbe essere migliorata.

Intanto dal 20 febbraio partiranno le somministrazioni per 123mila ultraottantenni che si sono prenotati tramite la piattaforma di Poste Italiane. Da qui fino all’8 marzo Pfizer prevede di consegnare altre 150mila dosi. “Contiamo di vaccinare fra 3 e 4 milioni di siciliani – ribadisce l’assessore alla Salute Ruggero Razza – ma per riuscirci bisogna che arrivino i vaccini promessi”.

Vaccini disponibili finiti

“Da giovedì non ci sono più disponibilità in Sicilia (solo Favignana il 24 febbraio – ci fa sapere Giuseppe -. Ho chiesto al call center e mi è stato detto che la causa potrebbe essere la mancanza dei vaccini”. “Io ho provato a prenotare per mia nonna 97 anni ma non mi dà nessuna disponibilità per il domicilio”. Al momento, infatti, i vaccini sono tutti esauriti fino ad aprile. Le somministrazioni inizieranno il 20 febbraio al ritmo di 6mila al giorno. Bisognerebbe raddoppiare per vaccinarli tutti entro marzo, ma vista l’incertezza delle forniture  appare difficile che si possa rispettare il calendario.

Dopo gli over 80 toccherà disabili, fragili e settantenni

I soggetti fragili con patologie e le fasce tra 79 e 55 anni dovranno aspettare. Il nuovo piano nazionale prevede sei categorie prioritarie da aprile. Prima i soggetti “estremamente vulnerabili” indipendentemente dall’età. Seguono le persone tra 75 e 79 anni; tra 70 e 74 anni; persone con particolare rischio clinico dai 16 ai 69 anni; persone tra 55 e 69 anni in condizioni che aumentano il rischio; persone tra 18 e 54 anni senza aumentato rischio clinico. Alle prime cinque categorie andranno i vaccini a mRna, alla sesta quello AstraZeneca.

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