
Roberta Siragusa sarebbe morta per asfissia. Sono gli esiti che arrivano, secondo alcune indiscrezioni, dell’autopsia. Secondo i primi risultati, la ragazza sarebbe stata stordita con un colpo alla testa e poi bruciata mentre era priva di sensi.
A indurre gli inquirenti alla conclusione che la vittima era viva mentre l’assassino le dava fuoco sarebbe stata la circostanza che la lingua della ragazza era fuoriuscita dalla bocca. Dato che si riscontra nei casi di strangolamento o, come sostengono gli esperti per il caso di Roberta, nei casi di soffocamento. Il principale indiziato dell’omicidio resta il fidanzato Pietro Morreale, 19 anni. Il ragazzo si trova in carcere. al Pagliarelli. Qui Morreale avrebbe anche cercato di dare fuoco alla cella con una sigaretta. Un gesto forse dimostrativo.
Momenti di dolore questa mattina a Caccamo. All’interno della Chiesta della Santissima Annunziata è stato celebrato dal vescovo di Palermo il funerale di Roberta Siragusa. La salma della giovane è arrivata in chiesa portata a spalla da amici e parenti. Un applauso e il suono della campane ha accolto la bara bianca di Roberta nella chiesa della Santissima Annunziata.
“Siamo qui, sconvolti. Senza parole. Dinnanzi al corpo di Roberta. Corpo martoriato. Sacrificato. – ha detto l’arcivescovo nel corso dell’omelia – Vita che ci è stata rubata. Perché? Ancora una volta, risuona un grido: perché? Perché questo strazio indicibile inflitto ai cari genitori Iana e Filippo, al fratello Dario, ai familiari, agli amici, alla città intera?
Una vita distrutta e rubata troppo presto, in modo oltremodo crudele. L’uomo – dice la Parola di Dio – ha due strade: quella della relazione e quella della violenza. E oggi vediamo come la violenza abbia distrutto la bellezza di Roberta, la bellezza delle sue relazioni, la bellezza che lei aveva il compito di far crescere nel mondo. Senza parole.
SEGUI DIRETTA SICILIA SU GOOGLE NEWS