La Sicilia Zona Arancione, Musumeci: “Sì se meno contagi”

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La Sicilia Zona Arancione, Musumeci: "Sì se meno contagi"

Sarà zona arancione se i contagi scenderanno. La strada verso la zona arancione è stata intrapresa e questa settimana sarà decisiva. Musumeci questo pomeriggio ha ribadito il concetto su Raiuno.

Il governatore siciliano è stato intervistato durante la trasmissione “Oggi è un altro giorno”. Musumeci ha promesso un ritorno in zona arancione se il calo dei contagi sarà certificato anche questa settimana. Oggi è stato diffuso il report della settimana appena trascorsa e i dati sono positivi. LEGGI QUI PER IL REPORT

“Se il calo dei contagi sarà confermato anche questa settimana, potremo revocare la zona rossa e tornare a respirare in zona arancione”.

Musumeci conferma l’intenzione di passare in zona arancione

“Siamo alla seconda settimana di zona rossa. Per fortuna i dati cominciano ad essere incoraggianti ma il numero delle perdite resta ancora alto. Ho esortato i prefetti dell’Isola ad aumentare i controlli sul territorio per il rispetto dell’ordinanza e mi è stato assicurato che avrebbero impiegato ulteriori risorse”.

Il governatore nel corso della sua intervista concessa a Rai1  ha detto di aver chiesto la requisizione delle fiale di vaccino a Pfizer e Astrazeneca ma ha anche annunciato provvedimenti nei confronti dei  “furbetti del vaccino” su cui indagano in Sicilia i carabinieri del Nas.   “L’assessore Ruggero Razza – ha detto Musumeci – ha già predisposto due indagini interne. Se così fosse, non solo saranno somministrate le sanzioni ma la nostra condanna sarà assoluta, senza se e senza ma. Abbiamo il dovere di identificare le responsabilità”.  i furbetti non faranno la seconda dose: “Fare la seconda dose sarebbe come avallare un comportamento scorretto”.

Il taglio delle dosi di vaccino all’Italia

“Durante la prima fase della emergenza pandemica, ai confini degli Stati si requisivano materie prime, mascherine e ventilatori. Oggi mi chiedo: perché non si pensa a requisire le fiale dei vaccini prodotte nei Paesi dell’Unione europea? Non vorrei che mentre oltreoceano il nuovo presidente Joe Biden si dice pronto ai “poteri della guerra” per la produzione dei vaccini, dalle parti nostre vi sia un atteggiamento remissivo nei confronti di multinazionali che non possono produrre da noi, firmare contratti con impegni precisi e poi, magari (ma spero non sia così), vendere a prezzi maggiori dove meglio conviene. Requisire i vaccini delle multinazionali: è questo che gli italiani si aspettano”.

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