Piromani come mafiosi, in Sicilia scatterà il sequestro dei beni

Sbarca all'Ars la proposta di legge per confiscare i beni di chi viene sorpreso ad appiccare incendi

  • Sequestro di beni per gli incendiari in Sicilia trattati come mafiosi
  • La proposta di Legge arriva all’Ars
  • Tanti gli incendi che colpiscono ogni estate la Sicilia

Piromani trattati come mafiosi e corrotti. Una proposta che potrebbe ben presto diventare Legge in Sicilia.

Chi sarà sorpreso ad appiccare incendi boschivi in Sicilia potrà pagarla a caro prezzo. Oltre al processo penale, infatti, potrebbe subire anche il sequestro dei beni, proprio come accede oggi nei confronti di affiliati a cosa nostra e a chi di macchia di reati contro la Pubblica amministrazione.

Piromani come mafiosi

Il sequestro e la confisca dei beni, già prevista per i reati di mafia e corruzione, anche per chi incendia il patrimonio boschivo mettendo in pericolo l’incolumità pubblica. A provare questa strada con lo scopo di aggiungere un ulteriore deterrente alla detenzione prevista dall’articolo 423 bis del codice penale (da 4 a 10 anni di carcere) è la Regione siciliana.

L’incendio della Moarda ad Altofonte, una ferita aperta

Ogni anno gli incendi deturpano il paesaggio e distruggono migliaia di alberi, portando non solo desertificazione ma anche ad un aumento del rischio idrogeologico. Emblematico è il caso della Moarda, tra Monreale, Altofonte e Piana degli Albanesi. In estate centinaia di ettari sono andati in fumo a causa della mano di incendiari rimasti senza una identità.

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La proposta di Attiva Sicilia elaborata da giuristi e avvocati

La proposta parte dal gruppo parlamentare di Attiva Sicilia, gli ex deputati M5s che hanno lasciato il movimento qualche tempo fa. I parlamentari hanno depositato un disegno di legge voto, che è all’esame della commissione Ambiente dell’Ars e che, secondo quanto circola in ambienti politici, potrebbe trovare in aula il parere favorevole del governo Musumeci.  Al testo hanno lavorato giuristi e avvocati. Facendo leva sull’art. 18 dello Statuto siciliano, il ddl prevede «l’applicazione della pena pecuniaria, il sequestro e la confisca dei beni per i reati di cui agli articoli 422, 423 e 423 bis cp, nonché l’utilizzo di mezzi di sorveglianza militari per la identificazione dei colpevoli e il monitoraggio dei siti».

Dopo l’eventuale approvazione all’Ars, il ddl sarà trasmesso al Parlamento nazionale per l’esame delle due camere. La Sicilia l’anno scorso ha avuto il record di incendi: sono stati 8.637. In Puglia 6.872, nel Lazio 5.288 nel Lazio, 3.479 in Campania, 3.175 in Calabria e 1.378 in Sardegna.

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