Covid e presunta “parentopoli” al SAI, la Lega sul caso Roccamena

Intanto sono 24 i cittadini di Roccamena positivi al Covid19

Le Lega Sicilia di occupa dello Sprar di Roccamena, oggi chiamato “Sai”

“Da notizia stampa del 23 gennaio si legge che a Roccamena – dice Patrizia Biagi, Responsabile Dipartimento Immigrazione Lega – sarebbe scoppiato un focolaio, pare, dopo una veglia funebre. I numeri sembrerebbero preoccupare il primo cittadino a tal punto che ha invitato i suoi concittadini a restare a casa evitando riunioni familiari”.

Il caso del focolaio di Roccamena

Il riferimento dell’esponente della Lega è all’articolo di DirettaSicilia (LEGGI QUI), poi ripreso anche da Fanpage.it. Il sindaco ha fatto sapere, infatti, che in paese ci sono diciotto nuclei familiari in quarantena tra positivi e in attesa dell’esito del test, e che tra questi c’è anche un dipendente dello “SPRAR” (leggasi SAI) che attenderebbe l’esito di un tampone molecolare e che la notizia sarebbe stata confermata dal sindaco stesso a DirettaSicilia. Intanto sono 24 i cittadini di Roccamena positivi al Covid19.

“Come dipartimento Lega Immigrazione – continua , abbiamo mandato anche al sindaco di Roccamena, Giuseppe Palmeri, questa nota per avere notizie in merito ai contagiati tra gli ospiti del SAI di Roccamena, alla loro eventuale quarantena, se è stato effettuato uno screening anche tra gli immigrati e ad adopera di quale staff sanitario e di quale distretto, dato che il dipendente citato nell’articolo sembrerebbe positivo al Covid 19.

A Roccamena presunto caso di parentopoli denunciato dalla Lega

“Vogliamo contestualmente chiedere al sindaco Giuseppe Palmeri se è a conoscenza della interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole Alessandro Pagano (Lega), in merito ad una presunta parentopoli nella gestione del centro SAI (all’epoca SPRAR) di Roccamena di cui possiamo fornirgli copia e sulla quale vicenda chiediamo chiarimenti”.

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