La piccola Antonella Sicomero morta per asfissia, lo conferma l’autopsia

La famiglia, «Qualcuno si permette di criticare, ma come possono? Rispettate il nostro dolore, siamo distrutti».

Antonella Sicomero è morta per asfissia. lo ha stabilito l’autopsia che è stata eseguita questa mattina all’Istituto di Medicina legale del policlinico di Palermo. Secondo gli esperti non ci sono dubbi sulla causa della morte sopraggiunta forse dopo una sfida sui social finita in tragedia.

L’esito dell’autopsia: Antonella è morta per asfissia

I medici, coordinati dalla dottoressa Antonella Argo, hanno confermato che ad uccidere la piccola di soli 10 anni è stata l’asfissia provocata da uno strangolamento della cintura che la piccola si sarebbe legata al collo per partecipare ad una sfida tragica: riuscire a resistere senza respirare con un laccio al collo.

Attesa alla Kalsa per il funerale di Antonella Sicomero

Ora il corpo della piccola dovrebbe essere restituito ai familiari per la celebrazione del funerale. In tanti attendono in via Schiavuzzo, alla Kalsa, l’arrivo della salma.

Il racconto dei familiari

Come si legge sul Corriere della Sera, Francesco Sicomero, fratello di Angelo, come lui muratore, è stato il primo che ha cercato di rianimare Antonella. «Le ho fatto la respirazione bocca a bocca, il massaggio cardiaco», racconta. Ma non è servito. Poi le telefonate al 118, «non rispondeva nessuno», dice lo zio. E allora è scattata la corsa disperata in auto all’ospedale «Di Cristina». Gli zii vivono nella stessa palazzina: «Siamo come un’unica famiglia, la bambina tante volte dormiva da noi», racconta la zia Smeralda, moglie di Francesco. Com’era Antonella? «Brava, allegra, educata. Le piaceva truccarsi, faceva la vanitosa come può fare una bambina, guardava i tutorial di trucco, ballava», dice ancora incredula. E invita tutti a tacere di fronte allo strazio di questa famiglia: «Qualcuno si permette di criticare, ma come possono? Rispettate il nostro dolore, siamo distrutti».

Avvisaglie della tragedia? Nessuna, dicono i familiari. Ma tutti sono convinti che sia stato il telefonino, da cui Antonella non si staccava mai e che aveva portato con sé in bagno dove è stata trovata strangolata dalla cintura, a ispirarla. «Sì, come potrebbe venire in mente a una bambina di fare quella cosa, sennò? E poi a quella bambina… impossibile», risponde lo zio.

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