Come e perché calcolare la rendita catastale sugli immobili

Il processo di acquisto e vendita di un immobile può essere fonte di preoccupazioni, soprattutto per quanto riguarda eventuali inconvenienti dovuti all’inesperienza per le questioni più tecniche.

Una di queste è rappresentata dal calcolo della rendita catastale. Quest’ultima consiste in un elemento estremamente importante da conoscere, tanto per l’acquirente quanto per il venditore.

È sulla base della rendita catastale, infatti, che verranno calcolate le imposte sull’immobile, sia in fase di acquisto che successivamente, ad esempio, per il calcolo dell’imposta Imu da versare.

Cercare di capire in maniera più approfondita il meccanismo alla base della rendita catastale è molto importante, anche se l’argomento può rivelarsi abbastanza complesso. 

È consigliabile, quindi, rivolgersi a un’agenzia immobiliare che possa essere, per entrambi i protagonisti della transazione immobiliare, di valido supporto nel calcolo rendita catastale, come ad esempio l’agenzia Dove.it

Con la presenza di una rete capillare di agenti sul tutto il territorio nazionale, garantisce un servizio attento e professionale ai clienti. La valutazione veloce e precisa dell’immobile da vendere è garantita dal suo team di esperti, con il plus di semplificare al massimo tutti i passaggi della compravendita.

Come accennato, il calcolo della rendita catastale è abbastanza complesso. Il modo più facile per avere la rendita catastale di un immobile è richiedere all’Agenzia delle Entrate una visura catastale. In questo documento è infatti riportata la rendita dell’abitazione assieme a tutti i relativi dati.

La richiesta può essere effettuata per tutti gli immobili presenti su suolo italiano censiti al catasto Fabbricati e al catasto Terreni. I dati necessari per richiederla sono gli elementi catastali, tra cui comune di ubicazione, sezione, foglio e particella.

È comunque utile capire il meccanismo di calcolo della rendita partendo da due parametri principali. Il primo è la dimensione dell’immobile, espressa in vani, metri quadrati o metri cubi. Il secondo parametro è un valore numerico con il quale l’Agenzia delle Entrate suddivide gli immobili in base a zona di ubicazione e destinazione d’uso.

 In questo modo viene così determinata la tariffa d’estimo, ossia la rendita catastale media unitaria relativa a ogni categoria e classe.

 Per trovare, poi, il valore catastale sul quale vengono calcolate le imposte, è sufficiente applicare una semplice formula. Per determinare il valore delle abitazioni, ad esempio, si procede moltiplicando la rendita catastale per il coefficiente 1,05. Una volta ottenuta la rendita rivalutata, quest’ultima verrà nuovamente moltiplicata per 160. 

 Il calcolo della rendita catastale si rivela quindi uno strumento utile da conoscere non solo al proprietario dell’immobile ma anche all’acquirente, che potrà valutare la convenienza dell’acquisto sulla base anche delle spese che dovrà sostenere.

 

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