Dpcm, Conte imporrà il coprifuoco alle 18, vietati gli spostamenti

Sono queste le ultime notizie sul Dpcm che sarà firmato martedì

Clamorosa svolta sulle indiscrezioni riguardo al nuovo Dpcm. Coprifuoco alle 18, negozi chiusi e tutti a casa eccetto che per motivi di salute, lavoro o altre necessità urgenti da provare con l’autocertificazione. Sono queste le ultime notizie sul Dpcm che il presidente Conte si appresta a presentare al Parlamento.

In sintesi, previsto coprifuoco alle sei, in tutta Italia. Saracinesche giù e tutti a casa. Una sorta di lockdown in versione serale. Troppi i contagi e troppi i ricoveri in terapia intensiva che stanno preoccupando il Governo. Oggi si è tenuto il vertice con le Regioni che hanno chiesto restrizioni dure. Anche Musumeci ha chiesto coprifuoco e chiusure dei confini regionali.

Il premier Giuseppe Conte firmerà il Dpcm non più lunedì, come previsto in un primo tempo, ma martedì. Domani dovrebbe anticiparlo al Parlamento. Conte al momento nutre però alcune perplessità circa l’efficacia di una norma unica su tutto il territorio nazionale. Alla fine potrebbe prevalere il lockdown differenziato per regioni o province.

Quasi certo è il blocco della mobilità tra Regioni, la chiusura dei centri commerciali nei week end e lo stop ai corner giochi nei bar e nelle tabaccherie.

Intanto non sarà più possibile varcare i confini regionali se non per lavoro, salute e comprovate necessità. Servirà l’autocertificazione. Un provvedimento considerato necessario e non più differibile dal Governo. La decisione arriva per limitare il movimento delle persone e per evitare che nelle aree dove i numeri del contagio da Covid-19 sono bassi possa impennarsi la curva epidemiologica.

Deciso anche di imporre la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana. Nelle aree con più contagi le chiusure potrebbero essere permanenti. Previsti dal Governo anche ristori per le attività economiche che saranno costrette a chiudere.

Franceschini ha annunciato che, «con i passi avanti che faremo, chiuderanno anche i musei», che finora erano rimasti aperti.

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