
A Monreale si fanno più numerosi i casi di Covid-19. Lo ha confermato il bollettino dell’Ufficio Statistica dell’area metropolitana di Palermo che ha riportato in un grafico i tamponi positivi confermati dall’Asp. Sono 56 gli attuali positivi nel centro normanno che ha visto una crescita repentina in 7 giorni da 0 casi ad, appunto, 56.
Oggi a Monreale la notizia di altri contagi riferiti anche al mondo della scuola. Un caso è stato accertato all’interno di una scuola dell’infanzia, la ex Casa Santa, dove un bimbo è risultato positivo. La dirigente scolastica ha ordinato la chiusura per 2 giorni per consentire le operazioni di sanificazione. La direttrice scolastica della scuola Primaria Francesca Morvillo ha comunicato altri casi, che hanno reso necessaria la chiusura del plesso e le conseguenti sanificazioni dei locali.
Oggi a Monreale ha comunicato di essere positivo al Covid-19 anche un sacerdote. Si tratta di don Gaetano Gulotta, parroco della frazione di Villaciambra, Il prete ha eseguito un tampone, poi risultato positivo, dopo aver accusato malessere e febbre. Ha comunicato la propria positività attraverso una lettera ai fedeli pubblicata su Facebook.
E il sindaco di Monreale ha commentato quanto sta accadendo in città attraverso il giornale di Monreale, Monrealesi.it.
“Sei si volesse vedere il dato della nostra città da un mero punto di vista statistico, dovremmo tirare un respiro di sollievo – ha fatto sapere il primo cittadino Alberto Arcidiacono -, perché la percentuale di crescita è comunque al di sotto di quella media registrata nei comuni a noi prossimi. Ma non è così che va intesa la statistica. No è sapere che il nostro vicino sta peggio che ci deve incoraggiare”.
Il sindaco normanno ha fatto appello alla cittadinanza invitando tutti a “operare secondo le regole imposte dalle circostanze; regole dure da accettare, che hanno costretto noi tutti a dovere riconsiderare ogni nostro comportamento e a renderli in qualche modo innaturali”. “A chi non pesa non abbracciare un padre, un fratello, un amico, non stringere una mano, mostrare il proprio sorriso o il proprio broncio, raccogliere semplicemente un oggetto che è caduto di mano a qualcuno che ci sta vicino. Tutto è mutato, e così dovrà essere, perché è la rinuncia all’esercizio di piccole libertà che può evitare che qualcun altro si ammali”.