Nuovo Dpcm in arrivo e nuove restrizioni, Conte: «Situazione seria»

Giuseppe Conte sarebbe pronto a nuove misure restrittive da applicare in un altro Dpcm. Da settimana in settimana, diventano sempre più pesanti le restrizioni che potrebbero portare ad un nuovo lockdown che, secondo alcuni esperti del Cts, potrebbe arrivare nel periodo natalizio. Intanto è alle porte un nuovo intervento nazionale anti contagio.

A chiederlo con forza al premier è il Partito democratico ma se ne sarebbe convinto anche il premier Giuseppe Conte. Nulla ancora è certo ma si vorrebbe armonizzare le misure regionali. Alcune regioni, Lombardia e Campania, infatti, hanno già imposto il coprifuoco notturno. Conte vuole attendere ancora qualche giorno per valutare che effetto del Dpcm in vigore. Lo ha detto nel corso dell’informativa alla Camera. Il nuovo Dpcm quindi potrebbe arrivare nell’ultima settimana di ottobre, in occasione di Halloween.

Le ipotesi sulle chiusure

L’intenzione è chiudere le palestre nonostante le rassicurazioni dei giorni scorsi e le contromisure già prese da Vincenzo Spadafora. Stesso provvedimento per sale giochi. Obiettivo è anche ridurre l’affollamento nei centri commerciali ma anche limitare gli spostamenti. Se i casi di Covid-19 dovessero aumentare ancora, non si escludono nemmeno restrizioni più pesanti. 

Le indicazioni dell’Istituto di superiore di sanità e dal Comitato tecnico scientifico consigliano di togliere tutto ciò che non è essenziale. Solo così si potrà evitare un nuovo lockdown che scatterebbe con un indice di contagio (Rt) superiore a 1,50 per almeno tre settimane. La scorsa settimana l’Rt nazionale era a 1,17, nelle prossime ore ci si aspetta che il nuovo report registri l’impennata dei giorni scorsi.

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Coprifuoco nazionale, chiusura delle palestre e piscine, scuola, didattica a distanza, trasporti pubblici. Sono queste le parole chiave su cui probabilmente roterà il nuovo Dpcm di Conte che potrebbe anche prevedere lo lo stop agli spostamenti non necessari, sul modello del divieto di muoversi tra le province introdotto in Campania. Non toccherebbe trasportatori e lavoratori, ovviamente. «Non siamo come a marzo ma la situazione è seria», ha detto Conte alla Camera.

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