Nuovo Dpcm di Conte: coprifuoco, stop a viaggi tra regioni e autocertificazione

Coprifuoco nazionale alle 23 e stop agli spostamenti tra regioni, consentiti solo con autocertificazione. Arriva un altro Dpcm del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Si fa sempre più concreta la voce di un nuovo Dpcm che dovrebbe essere varato entro domenica da Conte. Sarebbe il terzo in un mese, vista l’avanzata dei contagi. Fonti interne annunciano l’introduzione del coprifuoco nazionale dalle ore 23, spostamenti tra le regioni limitate a motivi di lavoro e salute. 

Il prossimo passo si avvicina a uno scenario da nuovo lockdown, con la certezza di esperti e governo che l’incremento dei casi già registrato negli ultimi bollettini porterà la curva a nuovi livelli preoccupanti e a una pressione allarmante sugli ospedali. Una situazione di difficoltà che già si avverte in Lombardia e Campania.

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Torna l’autocertificazione

l’autocertificazione servirà per gli spostamenti nelle regioni in cui vigera il coprifuoco notturno. Il ministero dell’interno dirà quale modulo di autocertificazione si dovrà utilizzare per gli spostamenti dopo le 23 su tutto il territorio nazionale.

Il Dpcm potrebbe coinvolgere anche i centri commerciali con la chiusura delle attività nei fine settimana per i negozi non alimentari.

Potrebbero essere modificati di nuovo gli orari delle scuole superiori e si resta in attesa di nuove misure i gestori di palestre e piscine. A loro il premier aveva concesso una settimana per adeguarsi alle regole dei protocolli di sicurezza, per chi non lo avesse già fatto.

Il parere del Comitato tecnico scientifico

La pandemia non è fuoricontrollo, “ma la crescita dei contagi è significativa, specie in alcune zone del Paese”. Per questo “è necessario intervenire tempestivamente per modificare l’andamento dell’epidemia. È importante che ci sia un’allerta nazionale oltre a misure più restrittive e mirate in ambiti regionali e locali, come ad esempio sta avvenendo in Lombardia e Campania dove il virus si sta diffondendo più velocemente”. Lo spiega Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), al Corriere della Sera.

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