Mini lockdown in Sicilia, così la Regione vuole spegnere i focolai

Non c’è emergenza in Sicilia ma serve un intervento più incisivo. Musumeci non si tira indietro a criticare l’azione dei Prefetti siciliani nella lotta ad assembramenti e nuovi contagi. Intanto l’assessore alla Salute Razza valuta un provvedimento che prevede lockdown selettivi in aree ristrette dell’Isola.

Musumeci è intervenuto oggi a Timeline su SkyTg24, invocando un rapporto di reciproca collaborazione col governo centrale a cui ha chiesto più autonomia nelle decisioni. “Da Roma attendiamo un minimo di flessibilità”, ha detto il presidente della regione che si augura di non dove più istituire zone rosse in Sicilia oltre alle 5 già in vigore. “Abbiamo il dovere però che non diventino una regola diffusa anche perché determineremmo un danno economico agli imprenditori”, ha detto Musumeci definendo quella siciliana una situazione di non emergenza. “Io ho istituito cinque zone rosse, non potevo non farlo: nessuno entra e nessuno esce. Serve un’azione severa, occorrono sanzioni pesanti che diventino davvero un deterrente. Purtroppo noto poco impegno da parte delle prefetture sul fronte sanzionatorio e della repressione”.

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Intanto l’assessore alla Salute Razza ha annunciato un piano di piccoli lockdown. “La scelta della Regione sarà quella di fare quanto più è possibile test diagnostici per rilevare anche i positivi asintomatici. I tempi di ospedalizzazione ci dicono che il dato medio è di 5-6 giorni, ed è significativamente più basso”. Lo ha fatto sapere Razza, a margine dei lavori, al teatro Bellini di Catania. “La situazione degli ospedali in Sicilia è sotto controllo – ha aggiunto -. Abbiamo fatto la scelta consapevole di evitare qualsiasi lockdown sanitario. Noi e l’Italia tutta non può permettersi una chiusura del sistema sanitario e se i malati di Covid sono un numero significativo, molto di più sono quelli di pazienti che necessitano di altre cure”.

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“Noi non possiamo permetterci di guardare al presente senza avere uno sguardo sul futuro, a come sarà tra 10-15 anni – ha aggiunto Razza – Il sistema sanitario sta cambiando in tutto il mondo e l’esperienza della pandemia ce ne consegnerà uno diverso e questo significa che diventerà un’occasione”.

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