Nuova ordinanza di Musumeci, zone rosse nei focolai

In provincia di Palermo sono già numerosi i Comuni che hanno chiuso scuole e imposto restrizioni

Il Governo regionale guidato da Nello Musumeci sta studiando una nuova ordinanza che introdurrà limitazioni e nuove zone rosse, questa volta però limitate a piccole porzioni di territorio. L’aumento dei contagi, soprattutto in provincia di Palermo, preoccupa Musumeci che ha in mente di decidere nuove restrizioni.

In provincia di Palermo sono già numerosi i Comuni che hanno chiuso scuole e imposto restrizioni. C’è il caso di Corleone ma anche quello di San Giuseppe Jato e ieri quello di Piana degli Albanesi. La regione ha già istituito una zona rossa nelle 4 strutture di Biagio Conte a Palermo ma potrebbe istituita anche in questi paesi dell’entroterra palermitano.

Qui i sindaci stanno affrontando un’emergenza che nemmeno nel corso del lockdown di marzo era sopraggiunta. Per questo Musumeci ha in studio nuove ordinanze, nuove aree isolate e forse anche nuove regole comportamentali per contenere la diffusione del Coronavirus.

Il 30 settembre scade l’ordinanza di Musumeci sulla gestione sanitaria. L’ordinanza sarà rinnovata ma sarà contenuta la possibilità, in presenza di alcune condizioni, di attivare zone rosse in modo da circoscrivere la possibilità di movimento di chi risulta contagiato. Il provvedimento non riguarderà interi Comuni con molta probabilità ma quartieri e strade, sopratutto se si parla di grandi centri urbani. Sembrano essere escluse, quindi, ampie zone rosse.

La nuova ordinanza, che verrà emessa dopo un confronto con gli altri presidenti di Regione, potrebbe prevedere invece nuove misure comportamentali per cercare di arginare il più possibile la veicolazione del virus.

L’assessore alla Salute Ruggero Razza intanto manifesta un cauto ottimismo sulle prossime settimane. “Attualmente c’è un problema solo a Palermo, dove contiamo il 60% dei ricoverati. Per il resto il tasso di ospedalizzazione resta basso, sotto controllo. Direi che molto inferiore a quello che si registrava durante i mesi di lockdown. Dunque avanti così. Certo, se la situazione dovesse peggiorare come è accaduto in Francia o Spagna….”.