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Caserma degli orrori di Piacenza, in lacrime i carabinieri siciliani arrestati

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Lacrime e disperazione dopo gli arresti all’interno della Caserma dei Carabinieri di Piacenza. Sono quattro i carabinieri siciliani coinvolti e uno è il comandante. L’interrogatorio di garanzia si è svolto intanto tra fiumi di lacrime.

Piangono adesso Marco Orlando, di Petralia Sottana, maresciallo maggiore alla guida della Caserma Piacenza Levante e gli altri militari indagati. “Non immaginavano di arrivare a questo punto”, ha detto uno degli investigatori all’uscita dell’interrogatorio.

Dentro quella caserma sarebbe avvenuto di tutto. Dalle torture, ai festini,

I militari coinvolti sono Marco Marra, finanziere con l’obbligo di firma, accusato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, e Salvatore Cappellano, appuntato dei carabinieri finito in carcere, entrambi originari di Catania. A loro si aggiunge il carabiniere Daniele Spagnolo, nato a Salemi, nel Trapanese, finito in carcere.

Una inchiesta senza precedenti. Lo scandalo ha scosso l’intero Paese ed è stato svelato dall’inchiesta Odysseus della Guardia di Finanza e della Polizia locale della città emiliana.

Sono 22 le misure cautelari decise dal Gip. Tutti sono accusati a vario titolo di spaccio di droga, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali aggravate. Tra i reati contestati anche peculato, abuso d’ufficio, rivelazione ed uso di segreti d’ufficio, falso ideologico, perquisizione e ispezioni personali arbitrarie, violenza privata aggravata, truffa ai danni dello Stato.

Il primo a rispondere a tutte le domande del gip ieri è stato il salemitano Daniele Spagnolo. Ora dai Carabinieri si aspetta una collaborazione nelle indagini a partire dal maresciallo Orlando, che di quella stazione era il comandante. Una sua eventuale collaborazione potrebbe alleggerire la sua posizione e si potrebbe aprire a nuove rivelazioni.

Secondo quanto ricostruito, Orlando sarebbe stato a conoscenza di un contenitore presente all’interno della caserma di Piacenza e che era chiamato “scatola della terapia”. Secondo gli investigatori, all’interno i carabinieri conservavano sostanze stupefacenti che usavano per ricompensare le loro fonti confidenziali delle notizie ricevute. Nel corso delle indagini però sono state svelate anche delle torture nei confronti di informatori. Il gip evidenzia la brutale aggressione contro un egiziano, che sarebbe avvenuta lo scorso 8 aprile.

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G. Ferraro

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G. Ferraro