Tragedia a Palermo, muore Angelo Mignosi di 30 anni

Il giovane è morto in seguito ad un grave incidente mortale in cui ha perso la vita anche Vincenzo Lo Piccolo

È morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo Angelo Mignosi, 30 anni, palermitano.
Il giovane è morto dopo una agonia durata mesi. Le speranze si sono spente ieri dopo sette mesi di ricovero.

Angelo Mignosi è la vittima di un incidente mortale avvenuto in via Pitrè il 2 dicembre 2019. Il 30enne, a bordo del suo scooter di grossa cilindrata, centró in pieno un uomo di 74 anni che passeggiava con il suo cane. Vincenzo Lo Piccolo, questo il nome dell’uomo, venne trasportato all’ospedale Ingrassia. Qui morì dopo qualche ore. Anche il cane al guinzaglio perse la vita nello schianto.

Angelo stava per arrivare a casa, erano le 20 ed era già buio. L’incidente avvenne in via Pitrè nei pressi dell’aeroporto di Boccadifalco.

Angelo Mignosi è dunque un’altra vittima delle strade di Palermo. Il decesso è arrivato ieri mattina nel reparto di seconda rianimazione dell’ospedale Civico.

Il giovane era stato iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio stradale, come atto formale, ma gli investigatori aspettavano il suo risveglio per poter ascoltare la sua testimonianza.

Troppo grave il trauma celebrale riportato nel grave incidente. Dopo il ricovero al Civico in codice rosso era stato portato al Giglio di Cefalù. Dopo un altro peggioramento, Angelo è stato trasferito infine nuovamente a Palermo, all’ospedale Civico, nel reparto di seconda rianimazione, dove è rimasto fino al decesso, avvenuto ieri mattina.

I familiari e i parenti hanno sperato fino all’ultimo in un suo miglioramento. Ma le sue condizioni si sono aggravate nelle ultime ore. In tanti hanno sperato fin da subito di poter vedere ancora una volta il suo sorriso “che tutto illuminava, e adesso illuminerà anche il cielo”, ha scritto ieri Genny, una sua amica.

In queste settimane i residenti di Altarello sono stati quanto più vicini possibile alla famiglia, alla mamma Nicoletta e a papà Salvatore. Proprio lei ricorda il foglio così. “Ho chiuso gli occhi per un momento e il bambino che eri ora è diventato uomo. Non posso più tenerti in braccio ma ti porterò sempre nel cuore. Mi hai dato molte ragioni per essere orgoglioso di te, ma ciò che mi rende più orgogliosa è sapere che sei mio figlio”.