Ecobonus per la seconda casa e fino al 2022, approvazione definitiva entro luglio

Idea di far rientrare negli sgravi anche i lavori su tutte le seconde case non di lusso

L’Ecobonus al 110% sarà utilizzabile fino alla fine del 2022 e varrà anche per le seconde case. Questo viene riportato sul quotidiano “La Stampa”. Sul giornale viene spiegato che piace a tutti l’ecobonus sulle ristrutturazioni, perché può rappresentare un volano di ripresa per l’edilizia, duramente colpita dalla crisi esplosa con la pandemia.

Nonostante i proclami, però sono in molti a gettare fumo negli occhi. Al momento molti professionisti propongono “ristrutturazioni gratis”, “ristrutturazioni senza spendere un euro”, “tanto paga lo Stato”. Ma ancora la strada è lunga per avere la piena sicurezza. Mancano, infatti i decreti attuativi del decreto rilancio relativi all’ecobonus, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate ma, soprattutto, l’Ecobonus sarà modificato dal Parlamento.

Nonostante i buoni propositi del Governo per aver proposto un provvedimento che potrebbe produrre lavoro e far circolare denaro nella economia reale, occorre che i professionisti che si occupano di termica degli edifici, di ristrutturazioni condominiali e di relative detrazioni fiscali, invitino alla cautela e tentino di riportare il discorso nell’alveo di una navigata e razionale pragmaticità.

Il “Decreto Rilancio” (D.l.19/maggio 2020 n.34) per poter partire in piena operatività dovrà essere convertito in legge (entro 30 giorni). Poi sarà necessaria l’approvazione dei decreti attuativi, sostanziali per definire i requisiti tecnici previsti al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, che i progettisti dovranno rispettare al fine di ottenere l’accesso al Superbonus, per trovarsi in regola con i controlli a campione che saranno eseguiti dall’ENEA o dagli Organismi Regionali di Accreditamento.

Dal Ministero dello Sviluppo Economico dovranno essere definite ancora le regolamentazioni per la trasmissione delle asseverazioni che saranno rilasciate dai professionisti in via telematica agli enti competenti, Regioni o Province autonome per le varie trasmissioni APE, ed all’ENEA.

L’Agenzia delle Entrate dovrà emanare le direttive che delineano le regole per la trasmissione e per l’ottenimento del VISTO di conformità alla procedura. Il visto dovrà essere rilasciato da commercialisti e CAF e servirà per richiedere la cessione del credito a banche o altri intermediari.

In mancanza del VISTO, che non sempre potrà essere rilasciato a causa di vizi o inadempienze procedurali o per la mancanza delle condizioni fiscali, non si potrà avere accesso alla cessione del credito, e di conseguenza il Superbonus non sarebbe ottenibile.

Le ultime novità sull’Ecobonus

Le proposte presentate da Movimento 5 Stelle-PD e dal centrodestra sono molte. Non è semplice la sintesi visto che le coperture economiche scarseggiano. Per finanziare le modifiche all’intero decreto Rilancio ci sono a disposizione solo 800 milioni di euro. L’idea è quella di estendere la maxi detrazione al 110 per cento, che scatta il 1° luglio, per un altro anno, fino alla fine del 2022. E di far rientrare negli sgravi anche i lavori su tutte le seconde case non di lusso (per ora le villette sono escluse), sugli impianti sportivi, gli alberghi e gli edifici degli enti del Terzo settore. Le aziende hanno chiesto un meccanismo per ottenere un anticipo di liquidità perché con lo sconto in fattura garantito al cliente gli imprenditori rischiano di aspettare un anno prima di incassare i soldi dei lavori.