Tragedia della Nuova Iside, quattro nomi tra gli indagati

Proseguono le indagini sul naufragio della Nuova Iside del 12 maggio scorso nel mare tra San Vito lo Capo e Ustica. Ora nel registro degli indagati ci sono altre due persone oltre ai due ufficiali iscritti nei giorni scorsi.  I nomi sono del comandante della petroliera “Vulcanello” e dell’armatore della società “Augustadue” sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Palermo. In tutto sono 4 le persone indagate.

Secondo le ricostruzioni della Procura la nave cargo avrebbe incrociato la rotta della Nuova Iside nel corso di quella maledetta notte. I radar mostrano due punti che si incontrano e che poi si allontanano. In quei momenti sarebbe avvenuto lo scontro, anche se non è ancora provato, tra le due imbarcazioni. Al momento le ipotesi di reato avanzate dalla Procura di Palermo sono di omicidio colposo, sommersione di nave e omesso soccorso.

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Nei giorni scorsi i pm avevano disposto prima il sequestro della scatola nera e poi anche dell’imbarcazione ormeggiata nel porto di Augusta. Il sequestro è stato disposto per consentire l’esecuzione un accertamento tecnico irripetibile. Dalle prime analisi, si sente un rumore e si registra un rallentamento proprio intorno alle 23, quando la posizione del peschereccio coincide con quella del cargo, battente bandiera italiana.

I carabinieri del Ris  e i sommozzatori della Guardia Costiera venerdì mattina, esamineranno lo scafo, anche sotto il livello del mare per verificare la presenza o meno di elementi, segni utili alle indagini.

L’iscrizione nel registro degli indagati è stata effettuata anche per consentire a tutte le parti interessate di potere assistere, anche con propri esperti, all’accertamento irripetibile.

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A bordo della Nuova Iside c’erano Matteo Lo Iacono, il figlio Vito e il cugino Giuseppe. Il corpo di Vito, 27 anni, e l’imbarcazione non sono stati ancora recuperati. Le ricerche in mare di Marina Militare e Guardia costiera continuano.