Inizia l’esodo da Nord, in Sicilia arrivati oltre 2.000 fuorisede

I numeri dei rientri potrebbero però salire nel corso delle prossime ore

Parte la Fase 2 e in Sicilia iniziano a rientrare anche i fuorisede. Non un’invasione come accadde nella prima settimana di marzo fatto sta che almeno 2.100 persone sarebbero rientrate già in Sicilia dal 4 maggio.

Nel dettaglio, sarebbero 2.158 gli arrivi fino al pomeriggio di ieri. I dati sono riportati dal Giornale di Sicilia. Rientri contenuti fino ad oggi quindi che, secondo i timori, potrebbe far salire i fino ad ora numeri di contagio da Coronavirus.

I numeri dei rientri potrebbero però salire nel corso delle prossime ore. Il presidente della regione ha infatti ottenuto da Roma l’aumento dei collegamenti per la Sicilia. La situazione è comunque ritenuta sotto controllo. Sono migliaia i siciliani che attendono di poter tornare in Sicilia. Musumeci ieri però ha assicurato che non si tratta di un “liberi tutti”.

Ieri sono stati incrementati i voli da Palermo e Catania per Roma e aumentate le corse dei traghetti sullo Stretto di Messina. Inoltre, il rientro alla propria residenza, abitazione o domicilio è inserito tra le cause di necessità, che consentono lo spostamento.

I voli giornalieri dalla Sicilia verso Roma passano da quattro a otto, così come i collegamenti navali tra Sicilia e Calabria, che da cinque diventano otto (dalle 6 alle 21), in ogni direzione.

Tutti i rientrati dovranno mettersi in quarantena e fare il tampone dopo due settimane. Prevista anche la registrazione nel portale della regione..

Sull’Isola sono state potenziate, dal 4 maggio, le corse interne dei treni. Nel corso della giornata di ieri ne hanno usufruito 2.590 viaggiatori pari al 6,6% dei passeggeri pre-Covid 19, mentre lunedì erano stati 2.734 i passeggeri siciliani in viaggio sui regionali di Trenitalia (Gruppo FS Italiane), il 6,90% rispetto a quelli presenti prima dell’emergenza sanitaria COVID-19.

L’inizio della Fase 2 in Sicilia ha segnato anche l’incremento delle corse del trasporto regionale, che in Sicilia sono passate dal 26% al 53% dell’offerta prevista prima del periodo dell’emergenza.