Fase 2, Conte studia allentamenti dal 18 maggio: forse parrucchieri e palestre

Il Governo Conte starebbe studiando altri allentamenti da attuare nella Fase 2 iniziata in 4 maggio. A partire dal 18 maggio potrebbero essere decise altre aperture. Questo perchè, ha spiegato Conte, gli italiani hanno dato una buona prova di civiltà e senso di responsabilità. Voglia di ripartire, insomma, ma con il rispetto delle regole.

In questi giorni sono diversi i professionisti che hanno chiesto di poter riaprire. Tra questi ci sono i parrucchieri, i barbieri, gli estetisti. Qualche spiraglio per loro potrebbe aprirsi nel corso dei prossimi giorni. Un’apertura è arrivata anche per il mondo delle palestre che potrebbero riaprire tra qualche settimana anche se molte limitazioni al fine di garantire il distanziamento sociale. “Non dimentichiamo che la strada è lunga e non dobbiamo mai abbassare la guardia”, ha detto Giuseppe Conte.

Intanto fino al 17 maggio le disposizioni restano invariate. Nel corso di questi giorni le Regioni forniranno al Governo i dati sulla circa epidemiologica. In base ai risultati ottenuti dal 4 maggio, potrebbero essere decise le aperture. Se il dato dovesse essere negativo, però, non è escluso che si possano decidere chiusure per singole regioni.

Conte però si è detto fiducioso che la curva epidemiologica potrà ulteriormente rallentare in alcuni territori. “Non ignoro le richieste di alcune Regioni e di alcune particolari categorie di anticipare l’apertura delle rispettive attività. Siamo al lavoro anche per questo, avendo sempre come prioritario l’interesse generale della tutela della salute di tutti i cittadini”, ha aggiunto il premier.

Il presidente del Consiglio, incalzato dai giornalisti, ha anche parlato delle eventuali responsabilità della Cina sullo scoppio dell’epidemia. “A tempo debito sarà inevitabile, una volta acquisite tutte le necessarie informazioni, accertare eventuali responsabilità nella gestione della pandemia che a livello internazionale hanno condizionato l’attuale emergenza”, risponde il premier parlando delle accuse della Casa Bianca alla Cina sulla diffusione del Coronavirus.