Spunta l’autocertificazione della Fase 2, dal 4 maggio non serve a chi va a lavoro

etati ancora gli spostamenti tra regioni salvo che per comprovate esigenze

Ecco il modulo di maggio dell’autocertificazione. Con l’inizio della Fase 2 sono previsti alcuni allentamenti alle restrizioni per il contenimento dell’emergenza sanitaria.  Grazie al dpcm di Conte e all’ordinanza del presidente della Regione, riapriranno alcune attività e sarà possibile andare a fare visita ai parenti.  Vietati ancora gli spostamenti tra regioni salvo che per comprovate esigenze lavorative e di assoluta urgenza per motivi di salute. Per chi si sposta tra regioni postarsi servirà ancora compilare l’autocertificazione che ci ha accompagnato nel corso di tutto il lockdown. 

Il Ministero degli Interni questa mattina ha chiarito chi deve utilizzare l’autocertificazione, affermando che resta il divieto di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto sia pubblici che privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui ci si trovi, tranne che per “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, o per motivi di salute”. Il Viminale  ha anche precisato che si potrà anche fare rientro nella propria residenza. Non servirà l’autocertificazione per chi va a lavoro. Sarà sufficiente mostrare un tesserino professionale. Chi ha febbre o sintomi respiratori, invece, dovrà tassativamente restare a casa.

Il Ministero degli Interni, in un seconda circolare, ha anche chiesto “massima severità” alle forze dell’ordine che vigileranno ancora sugli assembramenti. È stata comunque chiesta “comprensione ed elasticità verso i cittadini”, per contenere al massimo l’impatto delle misure sulla vita quotidiana.

I collegamenti di treni o in auto saranno garantiti ma i viaggiatori diretti in Sicilia continueranno ad essere controllati.

La nuova autocertificazione della Fase 2, la quinta, è quasi identica alla quarta, se non per un’importante aggiunta nella sezione in cui indicare il motivo dello spostamento: è presente anche la giustificazione “Incontro con i congiunti”.

Dal Viminale, per evitare che la situazione precipiti, chiede ai cittadini senso di responsabilità, in modo da trovare un equilibrio tra l’obiettivo “primario” di salvaguardia della salute pubblica – da perseguire con il distanziamento sociale e il divieto di assembramento – e l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana.

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