Linea dura di Musumeci, la Sicilia resta blindata fino a giugno

L’ordinanza firmata giovedì dal presidente della regione segue proprio questa linea

La Sicilia deve restare chiusa almeno fino a giugno. Per tutto il mese di maggio il governatore Musumeci imporrà regole rigidissime per chi vuole fare rientro sull’Isola e pone in essere una linea inflessibile sui rientri. Musumeci è intervenuto a La7 annunciando che la blindatura dei confini regionali – a eccezione di chi deve tornare nell’Isola per motivi di lavoro – durerà ancora per quattro settimane. “Io penso – ha detto – che il mese di maggio debba servire a monitorare la situazione del coronavirus in Sicilia. Speriamo di arrivare a contagio zero”.

L’ordinanza firmata giovedì dal presidente della regione segue proprio questa linea. Dopo aver chiesto – e ottenuto – che la ministra dei Trasporti Paola De Micheli confermasse le limitazioni sui trasporti, Musumeci ha ricordato che il decreto ministeriale “consente l’accesso nell’Isola esclusivamente agli appartenenti alle forze dell’ordine e alle forze armate, agli operatori sanitari pubblici e privati, ai lavoratori pendolari o per comprovate esigenze di lavoro, gravi motivi di salute e situazioni di necessità”.

Le persone che giungono sull’Isola devono registrarsi sul sito predisposto appositamente www.siciliacoronavirus.it. I rientrati devono restare in quarantena domiciliare per 14 giorni e dovranno fare il tampone. Sono escluse le forze dell’ordine e gli autotrasportatori. “Chi vuol venire in Sicilia – dice Musumeci – sa che deve spostare di qualche settimana il rientro previsto nella sua agenda. Per ora chiediamo di restare chiusi, blindati”. Da giugno si vedrà.

Intanto su disposizione di Musumeci, la Protezione civile regionale, affiancata dall’Esercito, sta completando la distribuzione di oltre 3,5 milioni di mascherine. Destinatari, in questa prima fase, sono i 374 Comuni inferiori ai 50 mila abitanti, che provvederanno, a loro volta, alla consegna ai cittadini. Nei prossimi giorni, si procederà ad assegnarne altri 2,5 milioni ai capoluoghi di provincia e ai restanti grossi centri.

“Un atto simbolico – dice Musumeci – perché siamo consapevoli dell’importanza di dover indossare, anche nei prossimi mesi, le mascherine come forma di tutela dal contagio del Coronavirus”. Dall’inizio dell’epidemia, la Regione ha già distribuito quasi sei milioni di mascherine. E ancora tre milioni di guanti e un milione di altri dispositivi tra camici, calzari, tute e cuffie. A beneficiarne sono state, principalmente: strutture sanitarie, case di riposo per anziani, residenze sanitarie assistite, Comuni, Prefetture, Forze dell’Ordine, Esercito, ex Province, carceri, dipartimenti regionali, Confcommercio e Confesercenti. Tra gli altri materiali sono stati consegnati anche 45 mila tra occhiali e visiere, oltre 205mila tamponi e kit diagnostici e poco meno di 40 mila apparecchi sanitari.