Blitz antimafia 4.0 tra Monreale e San Giuseppe Jato, condanne e assoluzioni

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Si chiude con due imputati assolti e con qualche piccolo sconto di pena il processo dell’indagine Monre Reale, ha che bloccato la lotta intestina all’interno del mandamento mafioso di San Giuseppe Jato e della famiglia di Monreale.

Nel corso dell’indagine che ha portato agli arresti nel 2016, coordinata dalla Dda di Palermo, è stata monitorata in presa diretta la violenta reazione da parte dei nuovi vertici dei clan di San Giuseppe Jato nei confronti dei vecchi, accusati di avere violato ripetutamente le regole di Cosa nostra. Pestaggi e teste di capretto erano i segnali che a Monreale stava per scoppiare una guerra di mafia. Poi il blitz dei carabinieri di Monreale sventó i piani criminali.

La quarta sezione della Corte d’appello di Palermo si è pronunciata nonostante il momento legato all’emergenza coronavirus, per evitare il rischio scarcerazioni.

In appello ha retto l’impianto accusatorio dei Pm, rispetto alla sentenza del Gup Fernando Sestito del 24 aprile 2018.

Gli assolti sono Giovan Battista Licari (8 anni in primo grado) e Ettore Raccuglia (un anno e 8 mesi in primo grado). Salvatore Lupo, deceduto, è stato prosciolto per morte, in primo grado aveva avuto 12 anni.

Per il resto le pene sono state inflitte a Antonino Alamia, confermati 12 anni, e Gregorio Agrigento, 14; riduzioni per Francesco Balsano 11 anni e 2 mesi (12 anni e 6 mesi davanti al Gup), Salvatore Billetta 8 anni (8 anni e 4 mesi); Ignazio Bruno 17 (erano stati 14, applicata la continuazione con una precedente sentenza); Alberto Bruscia, 8 anni e 4 mesi (erano stati 9); Onofrio Buzzetta, 10 anni e 4 mesi (12 anni e 4 mesi); Pietro Canestro un anno e 10 mesi (confermato); Giovan Battista Ciulla 9 anni e 8 mesi (11 anni e 8 mesi); Giuseppe D’Anna 12 anni (conferma); Sergio Denaro Di Liberto 8 anni e 8 mesi (9 anni e 4 mesi); Giovanni Di Lorenzo, confermati 11; Andrea Di Matteo 8 anni (8 anni e 8 mesi); Antonino Giorlando 2 anni e 2 mesi (3 anni); Giuseppe Giorlando 9 anni e 8 mesi (10 anni e 4 mesi); Giovanni Battista Inchiappa, confermati 8 anni e Umberto La Barbera un anno e 10 mesi; Tommaso Licari un anno e 8 mesi; Domenico Lo Biondo un anno e 8 mesi (2 anni e 4 mesi); Sebastiano Andrea Marchese 2 anni, confermati, così come a Giovanni Pupella 8 anni e 8 mesi; Nicola Rinicella 6 anni e 4 mesi (ne aveva avuti 8 e 4 mesi), Giuseppe Riolo 8 anni e 8 mesi (9 anni e 4 mesi); Girolamo Spina 9 anni (9 anni e 8 mesi); Giuseppe Tartarone Buscemi 9 anni e 8 mesi (erano stati 10 e 4 mesi); Salvatore Terrasi 8 anni, confermati.

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