Le colombe Fiasconaro da Castelbuono volano negli ospedali Covid italiani

Le uova pasquali dell’azienda “I Peccatucci di mamma Andrea” ed i prodotti dolciari della Fiasconaro di Castelbuono.

Sono l’ennesimo segno tangibile dell’attenzione e della riconoscenza nei confronti degli operatori dell’Asp di Palermo impegnati in prima linea nel Covid Hospital di Partinico.

Le due aziende hanno voluto dimostrare la loro vicinanza donando i propri prodotti a medici, infermieri, personale sanitario, tecnico ed amministrativo dell’ospedale. Le uova pasquali verranno consegnate domani mattina, così come i prodotti Fiasconaro.

“Ringraziamo per la generosità le due aziende, così come ringraziamo tutte le persone e le strutture che ci stanno dimostrando la loro vicinanza – ha detto il Direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni – la consegna delle uova e delle colombe pasquali serve anche a creare un momento di normalità in una situazione straordinaria nella quale siamo costretti a vivere”.

La colombe dell’azienda Fiasconaro di Castelbuono arriveranno, intanto, in tutti gli ospedali d’Italia. “Il minimo, solo un pensiero per alleviare il dolore di chi soffre e l’immane sforzo di chi lotta in trincea per tutta l’Italia”, ha detto Nicola Fiasconaro.

Il pasticcere gourmet siciliano che con i suoi fratelli Fausto e Martino ha portato i suoi prodotti da Castelbuono, piccolo centro sulle Madonie, alle tavole di tutti il mondo, non è solo un gesto di solidarietà ai tempi del coronavirus che parte ma un invito alla reazione che vuole fare arrivare a tutti gli italiani ma soprattutto ai suoi colleghi imprenditori.

“Non dobbiamo fermarci, non possiamo fermarci – dice – Stiamo affrontando una prova durissima, inimmaginabile ma ne usciremo. Chi ha un ruolo come il nostro, chi lavora nella filiera del food, dei prodotti made in Italy, dico: scommettiamo da subito sul commercio online”.

L’impatto economico del Coronavirus sarà micidiale ma Nicola Fiasconaro invita a cogliere alla svelta le opportunità che si presentano. “La coesione del modello Italia che tutti riconoscono, ricominciamo. Mi sembra che anche a livello istituzionale ci sia una certa coesione. Cambiamo il modo di interpretare il nostro lavoro. E chi se le può permettere, come noi che siamo una piccola azienda ma solida, non stia a piangere e a reclamare aiuti, ma si metta a disposizione”.


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