Corruzione e truffa sui fondi europei, 24 arresti, c’è anche ex sindaco di San Cipirello (VIDEO)

In carcere sono finiti in quattro. Gli imprenditori di Belmonte Mezzagno, Giovanni Salvatore e Francesco Di Liberto, 41 e 44 anni, il primo amministratore unico della “Diliberto srl”, il secondo rappresentante legale della “General T.e.c soc.coop”; Filippo Cangialosi, 56 anni, ex funzionario dell’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Palermo, attualmente in servizio al Dipartimento dell’Agricoltura e dell’assessorato regionale all’Agricoltura; e Paolo Giarrusso, amministratore unico della “Meatech”

Sono 24 le persone arrestate questa mattina per un presunto giro di corruzione e altri reati all’ispettorato provinciale dell’agricoltura di Palermo dove si pilotavano tanti finanziamenti europei.

Sono 7 I funzionari infedeli fermati nell’ambito di una grossa indagine della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Palermo.

Tre imprenditori, Giovanni e Francesco Di Liberto, Paolo Giarrusso – e un ex funzionario dell’Ipa, Filippo Cangialosi, sono in carcere. Tra i 12 finiti ai dodici ai domiciliari ci sono l’ex ispettore capo dell’Ipa Antonino Cosimo D’Amico. attuale dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione, l’ex sindaco di San Cipirello Vincenzo Geluso. oggi componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore regionale all’agricoltura. e un noto avvocato palermitano nonché imprenditore agricolo, Giuseppe Guttadauro.

All’obbligo di dimora sono andati altri 4 funzionari dell’ispettorato.
Secondo gli investigatori, il legale
Guttadauro avrebbe promesso all’ex dirigente D’Amico che il suo nome fosse stato preso in considerazione per l’incarico di capo di gabinetto dell’assessore all’agricoltura.

Nel novembre 2017, Guttadauro assicurava che avebbe parlato con Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, fratello di suo suocero. La promessa, secondo i Finanzieri, dvebbe il prezzo della corruzione al fine di s loved il finanziamento.

L’indagine è stata coordinata dal dal procuratore aggiunto Sergio Demontis. Al centro c’è l’iter di concessione dei finanziamenti del Psr.

Associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale e ideologica in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio, soppressione e occultamento di atti pubblici i reati contestati a vario titolo.

Secondo gli investigatori, i Di Liberto di Belmonte Mezzagno avrebbero incassato fondi per 12,5 milioni di euro fra il 2012 e il 2018, e a dicembre avevano ottenuto un’altra tranche di finanziamenti, che adesso è stata bloccata.

In carcere sono finiti in quattro. Gli imprenditori di Belmonte Mezzagno, Giovanni Salvatore e Francesco Di Liberto, 41 e 44 anni, il primo amministratore unico della “Diliberto srl”, il secondo rappresentante legale della “General T.e.c soc.coop”; Filippo Cangialosi, 56 anni, ex funzionario dell’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Palermo, attualmente in servizio al Dipartimento dell’Agricoltura e dell’assessorato regionale all’Agricoltura; e Paolo Giarrusso, amministratore unico della “Meatech”.

Ai domiciliari, 12 persone. L’avvocato e imprenditore agricolo Giuseppe Guttadauro, 51 anni; Vincenzo Geluso, 49 anni, ex sindaco di San Cipirello, attualmente componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore regionale all’Agricoltura; Antonino Cosimo D’Amico, 56 anni, già ispettore capo dell’Ipa di Palermo, attualmente dirigente del Dipartimento agricoltura dell’assessorato regionale all’Agricoltura; Ciro Maurizio Di Liberto, 47 anni, tecnico progettista della “Di Liberto srl”, fratello di Giovanni e Francesco; Nunzia Salvina Pipitone, 37 anni, coniuge di Giovanni Di Liberto, ritenuta una prestanome; Roberto Percivale, 61 anni, intermediario all’estero dei fratelli Di Liberto; Marco Iuculano, 49 anni, rappresentante legale della “Lpb soc. cop.”; Giovanni Calì, 62 anni, rappresentante della “Genertel T.e.c. soc. coop.”; Riccardo Puccio, 42 anni, e Francesco Sclafani, 71 anni, ingegneri di Marineo; Alessandro Mocciaro Li Destri, 47 anni, imprenditore agricolo; Giuseppe Taravella, 60 anni, già legale rappresentante del Consorzio agrario di Palermo, poi in servizio presso l’spettorato dell’agricoltura.

Otto i sottoposti all’obbligo di dimora, con firma in caserma: Lilli Napoli, 60 anni, e Maria Luisa Virga, dirigenti dell’Ipa di Palermo; Gaetano Ales, 53 anni funzionario dell’Ipa; Salvatore Picardo, 58 anni, responsabile dell’area 4 tecnica del Suap del Comune di San Cipirello; Ciro Spinella, 65 anni, agronomo di Marineo; Girolamo Lo Cascio, 49 anni, rappresentante legale della “General T.e.c. soc. coop.”; Alessandro Russo, 41 anni, tecnico progettista della “Di Liberto srl”; Maria Concetta Catalano, 62 anni, dirigente dell’Ufficio intercomunale dell’agricoltura “Basse Madonie”.

Sequestrati beni per 12,5 milioni di euro, pari all’ammontare dei contributi truffati. Sigilli anche a 14 aziende, tre si trovano all’estero, fra Ungheria, Austria e Romania, hanno un valore di 24 milioni di euro. Sono la Di Liberto srl, con sede a Belmonte Mezzagno; la Lpb soc.coop. di Marsala; la Sud Allevamenti di Belmonte; la Zoo coop di Mezzojuso; la Margi società cooperativa di Ciminna; la O.T. Market unipersonale srl di Bolognetta; la Società agricola mediterranea allevamenti di Belmonte; la G.r. Trasporti di Belmonte; la General T.e.c. società cooperativa di Belmonte; la Agrigroup di Belmonte; la Meatech gmbh con sede in Austria; la Meatech company Kft con sede in Ungheria e la S.c. Dil.ro. Livestock con sede in Romania.