Coronavirus, scuole chiuse fino al 15 marzo, Regione chiede stop alle tasse

Il Governo ha deciso per la chiusura delle scuole a causa dell’emergenza coronavirus. Le scuole nelle zone rosse continueranno ad essere chiuse fino al 15 di marzo, mentre nel resto d’Italia saranno sospese le attività didattiche.

Sono stati sospesi anche i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Intanto il Presidente della Regione Siciliana Musumeci ha chiesto al Governo Conte di prendere provvedimenti per le attività economiche dell’Isola.

Al momento sono 18 i casi positivi al coronavirus in Sicilia. Cinque a Palermo, tutti riconducibili alla comitiva di turisti arrivati da Bergamo. Un caso a Siracusa, due a Ragusa e gli altri casi a Catania: si tratta di un uomo che si è presentato spontaneamente al Cannizzaro, ed è stato messo in quarantena un intero reparto, e in gran parte di docenti e ricercatori della facoltà di Agraria che avevano partecipato a un convegno a Catania.

Mettere a disposizione delle imprese turistiche gli ammortizzatori sociali in deroga alle norme vigenti, a prescindere dai requisiti legati alle dimensioni; sospensione di ogni onere fiscale e contributivo per gli operatori economici; sospensione di tutti gli oneri e degli adempimenti connessi all’attività di impresa. Sono le prime tre proposte di misure economiche contro gli effetti del Coronavirus che il governatore siciliano Nello Musumeci ha presentato, oggi pomeriggio a Roma, al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte.

L’incontro a Palazzo Chigi, al quale erano presenti i presidenti di alcune Regioni del Nord, segue la riunione che Musumeci ha tenuto ieri sera (martedì) a Palazzo Orleans con sindacati, associazioni datoriali e organizzazioni di categoria. Tutte le parti sociali intorno a un tavolo, per oltre due ore, per definire una strategia comune da sottoporre all’attenzione di Roma.
“Abbiamo dato prova – ricorda il governatore – di un grande senso di responsabilità, a prescindere dalle posizioni politiche. Un unico grande partito: quello dei siciliani”.

Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, Musumeci ha sottolineato al premier la necessità nei vari ospedali dell’Isola di nuovi posti letto nei reparti di rianimazione e del reperimento del relativo personale sanitario, anche se in pensione.

Altro argomento posto al governo nazionale da Musumeci è stato quello di un Piano straordinario di investimenti in Sicilia, con le stesse procedure autorizzate a Genova per il ponte Morandi. «Si applichi per 5 anni in Sicilia – ha sottolineato il governatore – quel “modello ”, con una regia a Roma ed eventuali sanzioni per chi non rispetta il cronoprogramma. Solo così possiamo diminuire il divario Nord-Sud. In questo momento – ha concluso – è chiaro che le Regioni più povere avvertono con maggiore difficoltà la morsa della crisi. Ecco perché, pur non essendo, fortunatamente, in “zona rossa” non possiamo restare esclusi da qualsiasi provvedimento che si vorrà adottare a sostegno delle imprese».

Il governatore ha infine ribadito la necessità di garantire il controllo sanitario su tutti i passeggeri in arrivo nell’Isola, sia via aerea che via mare.