Lacrime e disperazione al funerale di Paolo La Rosa assassinato a Terrasini

Una folla ha avvolto il feretro del giovane assassinato dopo una festa di Carnevale al culmine di una discussione

Circa 3 mila persone tra lacrime e dolore hanno partecipato ai funerali

Si è svolto questo pomeriggio il funerale di Pietro La Rosa, ucciso durante la notte di domenica scorsa a Terrasini. Il funerale del giovane di 21 anni è stato celebrato in piazza Vittorio Emanuele Orlando di Cinisi.

Una folla ha avvolto il feretro del giovane assassinato dopo una festa di Carnevale al culmine di una discussione.

La decisione di spostare il funerale di Paolo la Rosa in piazza è stata presa questa mattina per motivi di ordine pubblico. La chiesa di Piano Peri era troppo piccola per poter ospitare la celebrazione.

Enorme è stato l’afflusso di amici, parenti, conoscenti di Paolo La Rosa. Un ragazzo molto conosciuto tra Cinisi e Terrasini. Al funerale c’erano anche cittadini che pur non conoscendo il ragazzo hanno voluto esprimere solidarietà alla famiglia La Rosa che a Cinisi gestisce il ristorante Grace dove è stata allestita la camera ardente.

L’Arcivescovo di Monreale Mons. Michele Pennisi ha officiato il funerale di Paolo La Rosa.

. Tanta la commozione e la sofferenza negli occhi degli amici del giovane Paolo, con indosso delle magliette bianche con sopra stampato il volto del ragazzo e sotto la scritta: “Ci rivedremo di nuovo”.

La famiglia di Paolo ha chiesto di non acquistare fiori ma di destinare i soldi a una buona causa. Il tutto verrà devoluto al reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale civico di Palermo. “Ogni sorriso che regaleremo, sarà un sorriso per Paolo”, hanno fatto sapere.

Gli amici del giovane hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo contro il presunto responsabile dell’omicidio. Hanno firmato un documento.  “Abbiamo assistito con sgomento al barbaro assassinio del nostro coetaneo ed amico Paolo La Rosa amato e ben voluto da tutti noi – si legge nella missiva già condivisa con la firma da più di 100 ragazzi – La notte del 24 febbraio è stato vigliaccamente accerchiato e aggredito da un gruppo di nostri coetanei che lo ha accoltellato più volte con la chiara e deliberata intenzione di ucciderlo”.

Paolo secondo la versione dei giovani, sarebbe stato ucciso da un branco. Fatali sono state tre coltellate, due alla gola e una allo stomaco. I Carabinieri hanno arrestato poche ore dopo l’omicidio Alberto Pietro Mulè, ritenuto responsabile della morte di Paolo. Il ragazzo avrebbe anche confessato.

“Gli assassini di Paolo La Rosa non hanno accoltellato soltanto lui ma tutti noi, aprendo nelle nostre piccole comunità cittadine una ferita destinata a non rimarginarsi mai. Episodi del genere non meritano molte parole né devono ispirare sentimenti di vendetta: in questo momento così tragico desideriamo tutti esprimere ancora una volta il nostro cordoglio e pensiamo sia giusto fare fronte comune affinché la violenza sia confinata fuori dal perimetro delle nostre comunità”. Il documento è stato consegnato ad un legale che si occuperanno della richiesta di costituzione di parte civile.

L’omocidio è stato ricostruito grazie alle indagini dei Carabinieri che hanno analizzato le immagini della videosorveglianza, ascoltato testimoni e analizzato alcuni messaggi circolati su Whatsapp.

Secondo la versione di alcuni messaggi vocali, Paolo La Rosa e Mulè avrebbero iniziato a battibeccarsi. Poi la discussione è degenerata in una lite. I due sono rotolati a terra e poi è accaduto l’inponderabile: “Alberto si è liberato – racconta sempre il testimone -, ha uscito il coltello e che gli ha preso non lo so. Ha tagliato la gola a Paolo e gli ha sferrato varie coltellate alla pancia”.

 

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