Paura coronavirus, Marika arriva dalla Cina ma fugge da Partinico

Marika Digato ha raccontato la sua storia su Facebook

Così dopo la fuga dal Coronavirus Marika è andata via anche da Partinico

Cresce la paura Coronavirus. Marika Digato arrivata da Shangai a Partinico ha trovato un comportamento ostile nei suoi confronti da parte dei suoi concittadini. A Partinico ha trovato la paura, infondata, che potesse essere contagiata dal coronavirus.

Era arrivata nel suo paese per rifugiarsi dai giorni di paura trascorsi in Cina. Per evitare il contagio è tornata a Partinico. Qui la sorpresa è l’amarezza. Nonostante le perfette condizioni di salute è stata vista come una minaccia.

Marika Digato, 25 anni, ha raccontato su Facebook le vicende vissute a Partinico al suo rientro da Shanghai dove studiava.

“Avete puntato il dito su di me dicendo che stavo minacciando la salute del paese – dice Marika rivolgendosi ai cittadini di Partinico -. Imparate a lottare per ciò che è giusto; imparate a giudicare dopo aver ascoltato; imparate ad essere solidali e non razzisti”.

Così dopo la fuga dal Coronavirus Marika è andata via anche da Partinico a causa del chiacchiericcio che ruotava attorno alla sua persona.

“Adesso che sono andata via dal mio paese ci tenevo a fare una riflessione personale per tutta quella gente (non poca) che non sapendo mi ha puntato il dito contro”.

“Sono tornata in Italia dopo una settimana chiusa in casa nel mio appartamento a Shanghai con i miei amici, abbiamo attraversato dei momenti duri, di immenso sconforto, di tristezza e di delusione. Abbiamo ricevuto – racconta – tanti messaggi di solidarietà, di vicinanza e di affetto. Purtroppo tutto questo affetto è scomparso una volta messo piede in Sicilia”

Marika racconta che prima di arrivare a Partinico è stata sottoposta a esami e misurazioni continue della temperatura. Queste rassicurazioni però non sono bastate ai cittadini di Partinico.
“iete stati bravissimi a puntare il dito senza conoscere e senza sapere – dice la ragazza – sono andata dal mio fidanzato prima di tornare in Sicilia e ho lasciato ogni persona libera di vedermi o meno”.

Poinun messaggio importante: “Mi rivolgo sopratutto a voi miei compaesani, che avete puntato il dito su di me dicendo che stavo minacciando la salute del paese, mi piacerebbe che usaste la stessa rabbia che avete avuto nei miei confronti verso qualcosa o qualcuno che da anni ci avvelena, non bisogna nemmeno fare nomi. Imparate a lottare per ciò che è giusto; imparate a giudicare dopo aver ascoltato; imparate ad essere solidali e non razzisti”.

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