Corruzione al Parco di Segesta, arrestati Francesco Isca e Salvatore Craparotta VIDEO

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Multe per favorire il parcheggio in un area privata. Con questa accusa è stato arrestato il vice comandante della polizia municipale di Calatafimi Segesta (Tp).

Agli arresti domiciliari sono finiti un imprenditore edile, Francesco Isca, 60 anni, e Salvatore Craparotta, 64 anni, Ispettore della Polizia Municipale di Calatafimi Segesta, in servizio fino al dicembre 2019.

Ad eseguire gli arresti sono stati i Carabinieri di Alcamo che hanno scoperto un giro di corruzione attorno all’accoglienza turistica nell’area archeologica di Segesta.

Dal 2018 i militari indagavano sul Parco Archeologico. Questa mattina hanno eseguito i due provvedimenti ordinati dal gip del Tribunale di Trapani, giudice Piero Grillo.

Il blitz è stato denominato “Phimes”. I due uomoni dovranno rispondere dell’accusa di corruzione.

Francesco Isca, soggetto peraltro indagato in altre indagini per associazione mafiosa, gestiva un parcheggio vicino all’area archeologica.

La gestiva in maniera monopolistica grazie al l’ispettore Salvatore Craparotta, fin troppo lesto e severo nel punire i parcheggiatori abusivi della zona, ricambiato dall’assunzione del suo intero nucleo familiare, moglie, figli e genero, nella società di Isca.

E’ così venuto fuori quello che il pm titolare delle indagini, Francesca Urbani, ha definito “un patto corruttivo” tra l’imprenditore e l’Ispettore della Polizia Municipale.

Craparotta volendo “servire” per bene la sua controparte, avrebbe utilizzato indebitamente gli strumenti in suo possesso, per agevolare l’attività economica e incentivare gli introiti dalla società di Isca, multando gli automobilisti che parcheggiavano le loro auto fuori dal parcheggio a pagamento, lungo la strada che conduce al tempio o in aree anche a distanza improvvisate come zone di sosta.

I carabinieri stanno notificando avvisi di garanzia ad altri cinque indagati e stanno eseguendo perquisizioni. I reati contestati, a vario titolo, sono oltre alla corruzione anche favoreggiamento, abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici.

Sono stata inoltre notificata informazione di garanzia ad altri cinque indagati: Craparotta Maria (moglie di Craparotta Salvatore), dall’ex sindaco di Calatafimi Segesta Vito Sciortino e dal Comandante e due appartenenti alla Polizia Municipale di Calatafimi Segesta per i reati di favoreggiamento, abuso d’ufficio e falsità materiale ed ideologica.

Gli altri tre componenti della Polizia Municipale di Calatafimi Segesta coinvolti nella vicenda e che hanno ricevuto avvisi di garanzia sono il Comandante della Polizia Municipale Collura Giorgio, ex Capo dei Vigili Urbani di Castellammare del Golfo, l’Ispettore Accardo Leonardo e l’Agente Accardo Vito. Gli stessi saranno chiamati a rispondere, a vario titolo, di abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici, condotte finalizzate ad agevolare l’attività dell’azienda di Isca ed a penalizzare quelle concorrenti.

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