Partinico, si allarga l’indagine sul doping, indagato un bancario

Oltre a fare uno di sostanze dopanti, avrebbe anche aiutato a depositare i soldi a uno degli arrestati

Il bancario 38enne è indagato a piede libero assieme ad altre 15 persone

C’è anche un bancario di Partinico nell’inchiesta che ruota al presunto traffico di farmaci scoperta dai Nas.

Si tratta di un 38enne che, secondo quando ricostruito dai Pm, avrebbe aiutato uno degli arrestati, Gaspare Aiello, titolare della palestra Free Time di Partinico, a violare le norme sull’autoriciclaggio. 

Aiello avrebbe depositato in una banca parte dei guadagni che provenivano dalla vendita delle sostanze dopanti. Lo stesso bancario 38enne avrebbe fatto uso di queste sostanze.

L’inchiesta, venuta alla luce nei giorni scorsi, ha visto 4 arresti. Quattro persone sono finite ai domiciliari. Oltre ad Aiello, Francesco Di Rosalia, titolare della palestra Infinity Club di Cinisi, Filippo Masucci e Cesare Monte.

Il bancario 38enne è indagato a piede libero assieme ad altre 15 persone con l’accusa di favoreggiamento.

A riprova delle accuse sul 38enne ci sono intercettazionie e video che lo ritrarrebbero anche il palestra a iniettarsi sostanze.

È sono circa 14 mila i farcaci sequestrati nelle varie perquisiziono eseguite dai Carabinieri nei confronti dei vari indagati.

Si tratta di medicinali per cani e cavalli, fiale e pillole di ormoni della crescita, steroidi, anabolizzanti di ogni specie, con i quali poteva drogarsi un piccolo esercito.

Le indagini sono ancora aperte e i militari stanno cercando di trovare possibili complici. In particolare, quelle nell’ambiente dei depositi farmaceutici e perfino di medici e sanitari.

Tante sono le confezioni  sequestrate dell’ormone della crescita GH, che nell’ambiente era stato soprannominato «Gigetto» o «giubbottino». Si tratta di un farmaco che viene prescritto solo sotto strettissimo controllo medico, ai pazienti malati di rachitismo.

Gli investigatori stanno cercando di capire come hanno fatto a reperire così tante confezioni di questo costoso medicinale. Intanto domani partiranno gli interrogatori dei quattro arrestati.

Nelle palestre si vendevano sostanze anabolizzanti come  Winstrol, Proviron, Testovis, Sustanon, Gonasi e Monores, Trenbolone e Nandrolone. Venivano venduti al dettaglio o spediti nascosti all’interno di plichi veicolati da corrieri per consegne in città e in altre località dell’Italia.

Il giro di affari si aggirava attorno ai 300 mila euro annui. Gli utilizzatori erano atleti che partecipavano anche a gare nazionali, arrivando anche ai primi posti in classifica.

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