Una siciliana isola il Coronavirus, è nel team dello Spallanzani

Concetta Castilletti, 56 anni, di Ragusa

Il Coronavirus è stato isolato grazie ai cittadini cinesi contagiati in Italia

C’è una siciliana nel team di ricercatori che ha isolato il Coronavirus allo Spallanzani di Roma. È Concetta Castilletti, 56 anni, di Ragusa. È la responsabile dell’Unità dei virus emergenti, specializzata in microbiologia e virologia.

Un team tutto al femminile quello che ha isolato il virus cinese, meglio conosciuto come Coronavirus. L’impresa consentirà adesso di sviluppare una cura e un vaccino. Sono tre donne che hanno isolato il virus.

Oltre a Concetta Castilletti, in laboratorio c’è Maria Capobianchi. direttrice del laboratorio di Virologia dell’Inmi Spallanzani. Ha 67 anni ed nata a Procida. Lavora allo Spallanzani dal 2000.

A supporto c’è la giovane ricercatrice Francesca Colavita che soli 30 anni. È originata di Campobasso e lavora già da 4 anni in missioni in Sierra Leone per fronteggiare l’emergenza Ebola.

Sicilia e Sud Italia quindi nel podio del team che ha isolato il Coronavirus.
L’annuncio stato dato dal ministro della Salute Roberto Speranza di dare il grande annuncio: «Abbiamo isolato il Coronavirus».

Il laboratori conta 15 ricercatori, personale tecnico e di ricerca. Conta solo 4 uomini ha detto Maria Capobianchi a Non è l’Arena, la trasmissione di Massimo Giletti su la7.

È stata ottenuta la sequenza dell’intero virus. Il laboratorio lavorava sul virus da quando è giunta la notizia che era stata trovata la causa dell’epidemia.

Si tratta di un virus nuovo, isolato in Australia, in Giappone. È stato isolato grazie ai cittadini cinesi contagiati in Italia. Sara messo in cintura per realizzare un affinamento diagnostico e fare test di virologia.

Non si sente aria di protagonismo nelle parole di Concetta Castilletti, due figli grandi e una famiglia che la supporta da sempre, a partire dal marito. «Sono abituati a questo genere di emergenze a casa mia – dice – anche perchè io non mi ricordo una vita diversa da questa. E’ sempre stato così». «Ho vissuto la grande emergenza della Sars, di Ebola, dell’influenza suina, della chikungunya, e insieme ai miei colleghi siamo stati spesso in Africa. E’ un lavoro che mi piace moltissimo e non potrei fare altro. Ma la vittoria è di tutto il team. Eravamo tutti impegnati, tutta la squadra. Abbiamo un laboratorio all’avanguardia, impegnato 24 ore su 24 in questo genere di emergenze».

E poi Francesca Colavita, la più giovane del team, 30 anni, molisana, esperta nello studio in studio Ebola. Allo “Spallanzani” ha un contratto di collaborazione e lavora presso il laboratorio di Virologia e Biosicurezza. Ha partecipato anche a progetti in Sierra Leone nel laboratorio installato presso il “Princess Christian Maternity Hospital” di Freetown.

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