Usura e arresti a San Cipirello, la telefonata: «Gli scricchio la testa al muro» (VIDEO)

i finanzieri ascoltavano le conversazioni tra gli indagati, le vittime dell’usura e i loro parenti

Santo Sottile, ritenuto ex favoreggiatore di Giovanni Brusca, e Alessandro Sottile, rispettivamente padre e figlio, originari di San Cipirello sono stati arrestati questa mattina dalla Guardia di Finanza. Santo Sottile è finito in carcere, il figlio Alessandro, invece, è stato portato ai domiciliari.

Risultano indagati anche la compagna di quest’ultimo e altre due persone. L’accusa della Procura, che ha portato al fermo eseguito dalla Fiamme Gialle, è associazione a delinquere finalizzata all’usura, estorsione, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti e abusiva attività finanziaria.

Le vittime della rete di usura scoperta dalla Guardia di Finanza aveva come vittime preferite imprenditori in difficoltà della provincia di Palermo. Strozzati dai debiti, chiedevano somme in denaro ai Sottile che, a loro volta, non facevano altro che peggiorare la loro situazione.

In qualche caso padre e figlio avrebbero imposto interessi di oltre 520% superando dii gran lunga le soglie imposte dalla legge. I prestiti si trasformavano in un inferno per gli imprenditori. La Finanza ha ricostruito almeno 20 casi di presunta usura.

Sotto sequestro il vasto patrimonio che gli  indagati sono riusciti ad accumulare nel corso degli anni, tra case, auto lussuose, conti e polizze assicurative.

Il nome di Santo Sottile, 70enne, non di certo un nome nuovo alle cronache giudiziarie. Nel 1996 era stato accusato di essere uno dei favoreggiatori dell’allora boss di San Giuseppe Jato Giovanni Brusca. Nel 2010 venne fuori che Brusca avrebbe minacciato Sottile, ma il capomafia venne assolto assieme al cugino dall’accusa di tentata violenza privata. L’ipotesi è che avesse cercato di riprendersi con le minacce due appartamenti di via Pitrè, a Palermo.

«Gli spacco la testa sul muro perchè lui è irrispettoso, irrispettoso e senza dignità». Diceva l’usuraio in una intercettazione captata dalla Guardia di Finanza di Palermo. «E’ tuo fratello ma è un uomo segna dignità. Non si può permettere di prendere per fesso a me».

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