Finto «pane di Monreale» tra auto e sporcizia, scatta il sequestro di 500 chili

Il sequestro di 500 chili di pane di questa mattina è un fatto che la dice lunga sulla bontà del prodotto

Sono decine i venditori abusivi di pane per le strade di Palermo

“Pane di Monreale” è la scritta spesso messa in bella mostra in tantissime bancarelle improvvisate per le vie di Palermo. Stamattina i Carabinieri hanno sequestrato oltre 500 chili di pane in vari quartieri del capoluogo. In tutto sono stati denunciati dieci venditori ambulanti abusivi.

I Carabinieri hanno fermato i venditori di pane nei rioni di Altarello di Baida, Crispi, Partanna Mondello, San Filippo Neri ed Uditore.

Sono decine i venditori abusivi di pane per le strade di Palermo

Il pane finito sotto sequestro veniva venduto da ambulanti improvvisati, senza alcuna licenza e, per di più in bancarelle poste al centro della strada. Il pane veniva così esposto a gas di scarico e polvere a discapito del consumatore che molto spesso, pur di gustare il pane di Monreale non sa a cosa va incontro acquistandolo in questi piccoli “corner del pane”.

Il sequestro di 500 chili di pane di questa mattina è un fatto che la dice lunga sulla bontà del prodotto. Chi produce o vende il pane non solo deve rispettare le più basilari regole igieniche sanitarie ma, trattandosi di “pane di Monreale”, deve realizzarlo come di regola.

Pane di Monreale
Pane di Monreale

Primo ingrediente è la farina di grano duro siciliano e molto spesso i prodotti che si trovano per le strade tutto hanno eccetto questo fondamentale ingrediente. Anzi, spesso il pane venduto, spacciato per pane di Monreale, è un normalissimo pane, cotto in chissà quale forno, fatto di farine che nulla hanno a che vedere con il grano duro di Sicilia.

Il blitz dei Carabinieri di oggi

Le denunce dei Carabinieri di San lorenzo sono scattate perché il pane era venduto su strada senza alcuna protezione dalla polvere e dai gas di scarico delle auto. Il pane, inoltre, non era accompagnato dalla documentazione riconducibile alla tranciabilità e filiera produttiva.

In tutto i venditori abusivi sono stati multati di 15 mila euro ma a pagarne le spese è il consumatore.

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