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Come scegliere una lavatrice ecologica a basso consumo energetico

Le associazioni ambientaliste, per altro, stanno esercitando notevoli pressioni sui piani alti della UE

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L’efficienza energetica è, al giorno d’oggi, il primo aspetto che sarebbe opportuno prendere in considerazione per la scelta di una lavatrice: non solo per l’impatto ambientale correlato all’uso dell’elettrodomestico, ma anche in virtù dei consumi e, quindi, delle spese in bolletta. Da questo punto di vista le lavatrici sono tra gli elettrodomestici più energivori, ma non solo; oltre ad aver bisogno della corrente elettrica, esse presuppongono un consumo notevole di acqua. Appare evidente, dunque, la necessità di scegliere con attenzione e in maniera oculata i modelli a cui affidarsi.
Su Yeppon.it, alla pagina https://www.yeppon.it/grandi-elettrodomestici/lavatrici/ trovi i nuovi modelli sul mercato con classe energetica A+++ e con caratteristiche ecologiche, un scheda dettagliata ti aiuterà a capire quale modello è più consono alle tue esigenze.

Le lavatrici smart

Ormai sembra una strada obbligata quella che conduce alla scelta delle lavatrici smart: dispositivi intelligenti che, grazie alla tecnologia più all’avanguardia, possono essere gestiti, programmati e fatti funzionare anche a distanza. Basta scaricare un’app sul telefono, per esempio, per impostare l’orario in cui la lavatrice dovrà entrare in funzione. Lo scopo non è solo quello di gestire meglio i consumi e l’utilizzo degli elettrodomestici – evitando, per esempio, che il funzionamento in contemporanea della lavatrice e della lavastoviglie rischi di far saltare la corrente -, ma anche quello di approfittare delle agevolazioni tariffarie che sono previste dalle compagnie che erogano l’energia, visto che di solito il costo della corrente di sera o di notte è più basso.

Le lavatrici a doppio ingresso

Nei modelli più ecologicisempre più di frequente è previsto il cosiddetto doppio ingresso per il carico dell’acqua. Che cosa vuol dire? In quasi tutte le lavatrici classiche, l’ingresso per l’acqua è uno solo, il che significa che è dedicato unicamente all’acqua fredda. Con l’ingresso doppio, è consentito anche l’arrivo di acqua calda. In pratica, la lavatrice non deve più consumare energia per riscaldare l’acqua che riceve, dal momento che essa è già alla giusta temperatura. In termini pratici, se per una lavatrice a ingresso singolo il consumo medio si attesta attorno a 1 kw/h, per una lavatrice a doppio ingresso si scende a 0.15 kw/h. Per di più, il minor consumo di acqua si abbina a una dose inferiore di detersivo.

Che cosa cambierà in futuro

Le associazioni ambientaliste, per altro, stanno esercitando notevoli pressioni sui piani alti della UE perché vorrebbero rendere obbligatorio per tutti i nuovi modelli il doppio ingresso di acqua. Si calcola che grazie a questa soluzione i consumi di energia potrebbero essere abbattuti di oltre il 30 per cento. Per esempio, una lavatrice ecologica da 7 chili consuma la stessa acqua e la stessa corrente richieste da una lavatrice non ecologica da 5 chili, proprio perché è in grado di lavare a basse temperature con la stessa efficacia garantita dai lavaggi che prevedono l’utilizzo di acqua più calda.

Le funzioni da ricercare

Una delle funzioni più apprezzate per le lavatrici ecologiche riguarda la possibilità di accumulare l’acqua che viene introdotta per l’ultimo risciacquo all’interno di un serbatoio ad hoc. Ciò vuol dire che l’acqua in questione è pulita e può essere riciclata, cioè impiegata per i lavaggi seguenti. Un sistema di questo tipo regala l’opportunità di risparmiare in media, nel giro di un anno, qualcosa come 2mila litri di acqua.

Tutte le soluzioni per risparmiare

Come si può notare, sono vari gli accorgimenti tecnologici che sono stati apportati dai più importanti brand del settore per ridurre i consumi e consentire il lancio sul mercato di lavatrici molto più ecologiche rispetto a quelle che venivano vendute solo fino a pochi anni fa. Certo è che queste lavatrici smart e a impatto ambientale ridotto hanno un prezzo di acquisto più elevato rispetto alle altre. Si tratta di capire, insomma, che un investimento iniziale un po’ più alto è destinato a essere ripagato nel tempo: non solo si ammortizza, ma nel medio e lungo termine consente addirittura di guadagnarci. Si stima che il sovrapprezzo nel giro di un anno si ripaghi: da quel momento in poi, il risparmio sarà certo.

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