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Reddito di cittadinanza, in Sicilia i percettori convocati ai centri per l’impiego

Sarà un lunedì di grande lavoro nei centri dell’Isola dove lavorano 3 mila navigator.

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Da domani 30 settembre, i Navigator del Reddito di cittadinanza della Sicilia saranno pronti ad accogliere nei centri per l’impiego 60 mila percettori del reddito di cittadinanza. I Navigator così avviano concretamente la fase due della misura che era stata voluta dal governo giallo-verde.

Le porte dei centri per l’impiego saranno aperte e i centri per l’impiego accoglieranno non solo la persona alla quale è intestato il reddito ma anche tutti i maggiorenni della famiglia non occupati o che non frequentano un regolare corso di studi. Saranno invece esclusi i beneficiari delle pensioni di cittadinanza o gli over 65 e i disabili (per i quali può esserci però un’adesione volontaria finalizzata alla ricerca del lavoro). Sono esonerati dalla convocazione anche i componenti della famiglia con impegno di cura per bambini sotto i 3 anni o per persone non autosufficienti.

Sarà un lunedì di grande lavoro nei centri dell’Isola dove lavorano 3 mila navigator. A Palermo, negli uffici di via Praga, sono attesi 250 assegnatari del reddito di cittadinanza che dovranno presentarsi con altri componenti del nucleo familiare.

I navigator dovranno sondare le competenze di chi percepisce il sussidio per poterli traghettare verso una occupazione firmando il «Patto per il lavoro».

Se non si accetteranno le offerte che verranno fatte nel corso dei prossimi mesi, si rischia di perdere il beneficio. Il Patto servirà ad identificare le competenze e prevede che debba essere accettata almeno una delle tre offerte di lavoro congrue che verranno avanzate. La congruità segue tre principi: la coerenza tra l’offerta di lavoro e le competenze, la distanza dal domicilio, la durata dello stato di disoccupazione.

Così nei primi 12 mesi di fruizione del reddito di cittadinanza sarà congrua la prima offerta se entro 100 chilometri di distanza dalla residenza (o comunque raggiungibile con un massimo di 100 minuti con i mezzi pubblici), la seconda entro i 250 chilometri e la terza sull’intero territorio italiano. Dopo 12 mesi anche per la prima offerta la congruità è riconosciuta se si è entro i 250 chilometri.

Non per tutti, comunque, sarà obbligatorio il patto per il lavoro. Per alcuni nuclei familiari, in particolari situazioni di disagio bisognoso di aiuti, è possibile attivare il patto per l’inclusione sociale, passando attraverso i servizi dei comuni competenti per il contrasto alla povertà. In questo caso il percorso è diverso ma spesso era già attivato per ottenere il Reddito di inclusione (REI), lo strumento utilizzato prima del Reddito di Cittadinanza per dare un supporto alle famiglie più povere.

Nel frattempo proprio la situazione dei centri per l’impiego tiene banco anche tra le rappresentanze sindacali della Regione. Alla vigilia dell’avvio dell’attività dei navigator, infatti, è intervenuto il Sadiris. «I navigator dovranno occuparsi solo dei percettori del reddito di cittadinanza – spiega Franco Madonia del sindacato – verificheremo che non ci siano conflitti di competenza e ci auguriamo che questa confusione non alimenti tensioni, visto che si attende un flusso molto consistente di utenti». Il Sadirs guidato da Fulvio Pantano ribadisce quindi che «in servizio ci sono tantissimi lavoratori per i quali chiediamo con forza di avviare una riclassificazione seria considerato che si tratta di personale con esperienza decennale che svolge già mansioni superiori così come avviene anche in altri dipartimenti». Nel mirino anche le nuove assunzioni previste in questi centri: si tratta di concorsi per potenziarli che prevedono per l’assunzione di personale in categoria C (istruttori) e categoria D (funzionari), per la copertura di 249 unità nel 2019, 429 nel 2020 e 429 nel 2021. Cobas Codir e Sadiris hanno chiesto un incontro all’assessorato al Lavoro e a quello alla Funzione pubblica.

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