L’estate siciliana della baldoria è servita: vietato dormire tra karaoke e festini

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L’estate siciliana 2019 della baldoria e degli schiamazzi notturni è servita.
Se Ferragosto segna il momento che porta via con sé l’estate, lo stesso non si può dire per coloro i quali si sentono delle promesse mancate della canzone italiana e internazionale.

Che siano canzoni neomelodiche, italiane o inglesi non c’è pace per chi vuole passare delle rilassanti notti immersi nel silenzio delle campagne siciliane.

Il karaoke è servito in tutte le periferie delle città siciliane con buona pace di chi deve sorbirsi prestazione canore più che discutibili e che rimbombano nella notte di chi vorrebbe “godersi” le meritate ferie d’agosto, magari rilassandosi.

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“Canta che ti passa” dice una famosa canzone ma almeno “canta ad un volume normale”, risponde il vicino di casa esasperato e soprattutto ricorda che “la tua vena canterina non è minimamente alla pari di quella di Nino D’Angelo – solo per fare un esempio – ma, più delle volte, si avvicina di più a quella di una gallina che sta per prepararsi alle patate al forno”.

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C’è poi chi improvvisa feste e festini. Fare festa sì, l’estate è il momento ideale, ma ci sono anche delle regole da rispettare per consentire a tutti di vivere in piena serenità.

Così fino a notte fonda le città siciliane vengono avvolte dalle musiche e dalle voci celestiali dei sedicenti cantanti che offrono le proprie capacità canore alle contrade. E nulla vale chiamare le locali pattuglie di polizia locale: “è inutile suonare tanto non aprirà nessuno”. Decimati dalle crisi dei bilanci, non esistono quai più nei comuni siculi nelle ore notturne. Non resta che augurare quindi “Buonanotte ai suonatori” .

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