Inizia la vendemmia 2019 in Sicilia, sarà un’ottima annata

L’obiettivo è la grande qualità del vino siciliano non la grande quantità

Inizia la vendemmia in Sicilia e si preannuncia come un’ottima annata. Il primo grappolo della vendemmia 2019 è stato strappato nelle campagne di Salemi, in ritardo e con una produzione ridotta del 10 per cento, ma gli esperti sono tutti concordi: «Altissima qualità». 

L’annuncio del via alla vendemmia è stato dato ieri da  Coldiretti, con  la raccolta delle prime uve di Pinot grigio dell’azienda agricola di Massimo Cassarà, in ritardo di dieci giorni. Un ritardo sulla normale tabella di marcia del raccolto, di solito previsto a fine luglio, dovuto alle bizze del clima della scorsa primavera.

Ma è un ritardo che non sembra, tuttavia, preoccupare  i produttori. «L’obiettivo è la grande qualità non la grande quantità e l’uva promette molto bene», Francesco Ferreri non esita, da presidente di Coldiretti e produttore di vini nel Ragusano – comproprietario dell’azienda Valle dell’Acate – conosce la terra siciliana e i suoi prodotti: «Un’isola che offre quasi tre mesi di vendemmia con un microclima assolutamente straordinario, la qualità dei vini siciliani è ormai ampiamente riconosciuta grazie all’ottimo lavoro fatto da Doc Sicilia». 

Ritardo ma anche riduzione: l’apertura della raccolta delle uve coltivate parte anche con numeri che vedono la produzione italiana ridotta mediamente del 10 per cento ma sempre saldamente alla guida della produzione internazionale con un’oscillazione tra i 47 e i 49 milioni di ettolitri, lasciando indietro la Francia che si ferma tra i 43 e i 46 milioni e la Spagna che non prevede di produrre più di 44 milioni di ettolitri.

Come l’Italia, fa anche la Sicilia, la cui produzione segue i dati nazionali, confermando anche sull’Isola una riduzione del 10 per cento. È questa, infatti, la stima di  Coldiretti Sicilia rilevata in occasione dell’inizio della vendemmia di ieri a Salemi: la Sicilia dovrebbe collocarsi tra i 4,3 milioni di ettolitri poco meno in generale dei 4,4 milioni di ettolitri del 2018 ma, così come per il resto d’Italia, ma per i numeri definitivi bisognerà attendere la fine della vendemmia.

Ritardo, riduzione ma ottima qualità: questa in sintesi la previsione, condivisa anche da Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia: «Una vendemmia che inizia con ritardo rispetto allo scorso anno, con condizioni che variano poco da provincia a provincia e che lasciano prevedere un raccolto di quantità inferiore ma di ottima qualità».