A Corleone le Cascate delle 2 Rocche elette tra le più belle d’Italia

la cascata delle due Rocche, meta affascinante degli escursionisti

Nel circondario di Corleone è la flora la protagonista del territorio

Corleone e dintorni sono una meta ideale per una escursione tra natura e cultura. Una delle tappe più interessanti e poco conosciute è certamente la cascata delle due Rocche. Si tratta del «salto» del fiume San Leonardo a pochi passi dal centro abitato di Corleone. La Sicilia non è solo mare.

Il motore di ricerca per case vacanza Hundredrooms di recente l’ha inserito tra le 15 cascate imperdibili d’Italia. Un percorso naturalistico unico quello scavato dal corso d’acqua tra le rocce di calcarenite tipiche del centro del Palermitano, tra acquedotti millenari e canyon. La più sconosciuta, si legge nella valutazione: «Un piccolo paradiso naturalistico che, forse per la sua non facile accessibilità, conserva una dimensione ancora incontaminata».

In realtà il luogo in cui il fiume San Leonardo salta giù dalla roccia che ha scavato per secoli non è poi così impervio, ma di sicuro è molto suggestivo e già vale la gita. Ma non bisogna fermarsi a questa tappa. Nel circondario di Corleone è la flora la protagonista del territorio.

Sulla strada appunto per Corleone a valle della statale 118 le gole del Drago nell’omonima contrada riservano una sorpresa dopo l’ altra, un’emozione per il cuore, una boccata di ossigeno per il nostro organismo. Un luogo incontaminato dove gli affluenti del fiume Frattina si intersecano fra le rupi dando vita a salti ed a pozze d’acqua limpida luoghi ideali per ospitare specie anfibie e tartarughe. Qui vive una rara specie di piccola rana.

Di suo merita certamente una visita il comune di Corleone: le origini della città sono antichissime e sono legate alle vicende storiche dell’intera regione. Fu conquista dei Romani, dei Bizantini e degli Arabi; appartenne alle diocesi di Monreale e di Palermo. San Leoluca, festeggiato il 1° marzo, è il patrono di Corleone. Una visita non può prescindere dalla chiesa Madre, dedicata a San Martino, che ha impianto basilicale a tre navate.

Di origine trecentesca, ma ampliata nei secoli successivi, assunse l’aspetto attuale nel XVIII secolo allorché fu affrescata nella cupola da Carmelo Salpietra (1783) e poi da Giuseppe Genzardi (1854). Notevole il coro ligneo di Giovan Battista Li Volsi e una tavola con l’adorazione dei magi attribuita a Tommaso De Vigilia. Le due tele agli altari del transetto, raffiguranti San Leoluca e San Bernardo da Corleone, sono opere di Fra Felice da Sambuca.

Ai modi di Vincenzo La Barbera è da riferire il quadro di “Santa Rosalia che prega per Corleone”. All’interno della Chiesa Madre vi sono poi due sale museali dove è possibile osservare altre tele e argenteria.

Notevole è pure la chiesa di Santa Rosalia, in piazza Vasi, edificata nel XVII secolo. Custodisce all’interno due acquasantiere cinquecentesche e diverse tele di varia provenienza, ritenute di Pietro Novelli, Vito D’Anna, Gioacchino Martorana e Giuseppe Velasquez.

Meritano ancora di essere ricordate: la chiesa dell’Addolorata (1735) di architettura borromiana provinciale e la chiesa del SS. Salvatore del XVIII secolo. Infine l’architettura civile corleonese annovera, oltre al seicentesco Palazzo Pretorio, diversi palazzi sette-ottocenteschi, dovuti all’aristocrazia cittadina. L’ex-palazzo Cammarata, in piazza Garibaldi, restaurato, ospita la nuova sede del municipio. È impreziosito da un portone in bronzo, opera dello scultore corleonese Biagio Governali. Molto bello è anche Palazzo Provenzano, con sale finemente affrescate, sede del museo archeologico.

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