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La magia delle Albe nella «Valle degli Dei» di Sicilia

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albe nella valle dei templi

La più grande area archeologica della Sicilia, e una delle più importanti di tutto il mondo greco, è il sito Unesco della Valle dei Templi di Agrigento. Il Parco archeologico di 1.300 ettari è dominato dalla Rupe Atenea. E da questa notte sono iniziate nella Valle dei Templi le Albe. Si tratta di un’esperienza sensoriale ed emotiva, prima che visuale. Entrare nella Valle dei Templi di notte e pian piano aspettare l’aurora con gli dei e le dee che si affacciano dalle pietre e raccontano anche le loro storie.

I templi pian piano sono emersi dalla notte accolti dalla carezza dolce della luce morbida dell’aurora. Perché la Valle, per quanto imponente, esaltante, straordinaria, protetta dall’Unesco, ti bisbiglia in un orecchio che è facile capirla, basta lasciarsi trasportare dalle suggestioni, abbandonarsi alle sensazioni, ai colori, persino agli odori.

E’ immersa in un silenzio irreale, rotto soltanto dai rumori leggeri della Natura: gli spettatori sono accolti da dei, eroi, eroine e diverse figure mitologiche, statue che si animano, tra rievocazioni di arcaici rituali, corse danzate, dispetti, litanie e versi tratti da opere di celebri autori dell’antichità, miscelati al racconto di guide esperte ed archeologi. Visite teatralizzate a cura di CoopCulture in collaborazione con Casa del Musical. Ispirato da “Al passo coi templi”, scritto e diretto da Marco Savatteri, coreografie di Gabriel Glorioso.

Oggi la prima domenica, la visita teatralizzata alla Valle si ripeterà il 28 luglio, poi nelle quattro domeniche di agosto (4, 11, 18 e 25) e nella prima di settembre.

Nel percorso verso la Collina dei Templi si incontrano il Tempio di Demetra, inglobato nella chiesa medievale di San Biagio, e il Tempio di Giunone. Attraverso la Via Sacra, superate le mura, si giunge al Tempio della Concordia, uno degli esempi di architettura dorica più belli e meglio conservati dell’area ellenica.

Dopo le colonne del Tempio di Ercole, il più antico, del VI secolo a.C., e superata la strada moderna, si giunge nell’area del Tempio di Giove olimpico, uno dei più grandiosi dell’antichità. Al centro si trova il calco di uno dei due giganteschi telamoni (elemento architettonico a figura umana) il cui originale si trova nel Museo archeologico di Agrigento.

Nell’area sottostante sorgono il Tempio di Castore e Polluce e lo splendido Giardino della Kolymbethra, gestito dal Fai e con un agrumeto. Tornando verso la città moderna si arriva alla Chiesa di San Nicola, da cui si gode un bellissimo panorama. Alle sue spalle, il Museo archeologico conserva anche un’importante collezione di vasi e il famoso Efebo di Agrigento, originale greco del 480-470 a.C. Non lontano si sviluppa il quartiere ellenistico-romano.

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