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Cresce l’occupazione a maggio ed è record storico dal 1977

I dati non lo dicono ma potrebbe darsi che chi era in cerca di un lavoro finalmente l’abbia ottenuto, visto che il numero dei disoccupati scende di 51 mila unità in un solo mese mentre l’inattività resta ferma

Intanto in Parlamento continuano le audizioni sul salario minimo

Il tasso di disoccupazione non è più a doppia cifra. Un fatto storico, per la prima volta dopo 7 anni si ferma al 9,9%. Ed è record se si conta il numero di persone che dichiarano di avere un lavoro che sono 23 milioni 387 mila. E non sono state ai così tante dal 1977.
Sono i dati dell’ISTAT che scatta la fotografia del mondo del lavoro italiano e che vede in discesa anche i giovani senza posto.

Pronta la reazione soddisfatta del vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, «sono felice di smentire questi chiacchieroni con i fatti», esclama rivolto alle opposizioni, rivendicando le misure messe in atto con il decreto Dignità. I commenti positivi non si limitano al Movimento Cinque Stelle. Anche la Lega plaude ai numeri dell’Istituto di statistica: «avanti così», dice l’altro vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Di dati «molto incoraggianti che ci danno fiducia», parla il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pur ammettendo: «Sappiamo che c’è ancora tanto da fare, soprattutto al Sud».

E il mercato del lavoro va a gonfie vele anche in Europa. Nella zona euro la disoccupazione è, infatti, scesa a 7,5%, il valore più basso da luglio 2008. Il miglioramento generalizzato non fa guadagnare posizioni all’Italia, che resta sul podio dei Paesi con il tasso di senza lavoro più alto, dopo Grecia e Spagna. Quanto agli under25, nonostante il netto calo, con il 30,5% doppiamo i valori medi dell’Ue.

Una graduatoria che viene ricordata dall’opposizione, che con Forza Italia tiene a precisare come maggio sia un mese particolare, in cui, sostiene Anna Maria Bernini, «vengono pianificate le assunzioni stagionali». Per il deputato dem Luigi Marattin il più totalizzato dall’attuale esecutivo è «meno della metà di quanto fece il Pd il primo anno».

Guardando i dati dell’Istat nel dettaglio, risulta deciso l’aumento degli occupati (+67 mila), anche se a vantaggio della sola componente maschile. Come sempre a macinare punti sono soprattutto gli ultracinquantenni. C’è di mezzo l’invecchiamento della popolazione che sta assottigliando le classi d’età centrali. Quanto al tipo di lavoro, maggio è risultato in crescita sia per i dipendenti a tempo determinato che indeterminato, nonché per i lavoratori autonomi.

I dati non lo dicono ma potrebbe darsi che chi era in cerca di un lavoro finalmente l’abbia ottenuto, visto che il numero dei disoccupati scende di 51 mila unità in un solo mese mentre l’inattività resta ferma. Al momento le ragioni della ripresa però «non sono chiare» alla Confcommercio, secondo cui siamo davanti a un fenomeno «inatteso». Anche se non è il primo mese di crescita, pure febbraio lo era stato. Cauti i sindacati: la Cisl sottolinea che «serve una modifica al decreto dignità» e per la Uil «non bisogna accontentarsi».

Intanto in Parlamento continuano le audizioni sul salario minimo, con l’Inps che segnala come il 28,9% dei rapporti di lavoro si collochi sotto i 9 euro. I Consulenti del Lavoro invece alzano la stima dei costi per le imprese a 17,5 miliardi.

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